TEMPO DI PROGRAMMAZIONI

Trascorsa la prima settimana di scuola all’insegna dei racconti delle vacanze e delle amicizie ritrovate, sondato il terreno per capire come i tre mesi di assenza scolastica abbiano inciso sui bambini e dopo aver riportato alla luce alcune reminiscenze dello scorso anno… si inizia a progettare l’anno scolastico che verrà. In queste giornate si stanno somministrando le prove in ingresso, strutturate per competenze, molto utili per capire quali competenze vadano rafforzate e quanto invece è stato assimilato. In questo periodo noi insegnanti iniziamo anche a elaborare la programmazione annuale che verrà poi depositata agli atti. Nella mia scuola si progetta per classi parallele fissando gli obiettivi di apprendimento e le competenze che i bambini dovranno aver acquisito a fine anno. La programmazione annuale delle classi comprende le competenze chiave e le abilità specifiche per discipline e secondo dei precisi nuclei tematici e nel rispetto delle Indicazioni Nazionali. La programmazione ovviamente costituisce il canovaccio essenziale che guiderà il corpo docente nel raggiungimento degli obiettivi preposti ma, per quanto riguarda i contenuti e le attività durante l’anno, ognuno potrà organizzare e determinare il proprio percorso in base ai propri alunni, alle necessità che emergeranno in corso d’opera e nel rispetto della libertà di insegnamento (l’obiettivo è lo stesso ma il modo in cui raggiungerlo viene scelto dall’insegnante, per intenderci).

È ovvio che per progettare un intero anno scolastico non mi accontento della programmazione d’Istituto ma sento la necessità di stilarne una mia, precisa e dettagliata, composta da nuclei tematici ben distinti e che mi permetta di focalizzare l’attenzione su argomenti, contenuti, attività e tempi in cui sviluppare il percorso. In questi giorni mi sono proprio dedicata a questo: elaborare la mia programmazione di matematica, scienze, tecnologia, informatica e educazione fisica per la mia classe seconda. Ma come fare? Sicuramente non posso affidarmi a programmazioni elaborate da altri colleghi. Come si può utilizzare il lavoro progettato da altri e pensato per bambini diversi dai nostri? Certo, gli obiettivi sono gli stessi e anche le competenze lo dovranno essere ma, per quanto riguarda i contenuti e le attività da proporre, i tempi e l’organizzazione del tutto non possiamo affidarci ciecamente ad una programmazione che non sentiamo nostra. Prima di tutto, elaborare una programmazione significa dover andare a fare un lavoro di vera e propria ricerca: questo stimola la creatività e la fantasia, consente di avere delle idee sull’impostazione del lavoro e rende il nostro stesso lavoro più ricco e coinvolgente. A mio avviso la fase della programmazione è una fase molto delicata ma anche creativa e stimolante. Certo, si tratta di tracciare percorsi che all’occorrenza potranno subire delle modifiche (il nostro è un lavoro improntato sulla flessibilità e il cambiamento continui dettati dagli imprevisti) ma comunque è molto utile avere dei punti di riferimento stabili: delle vere e proprie ancore di salvataggio.

Ma come programmare? Cosa è importante tenere bene a mente? Come elaborare e progettare nove mesi di scuola senza rischiare di entrare nel pallone? Inizialmente il lavoro sembra spaventoso (soprattutto se si inizia a sfogliare guide didattiche, libri degli anni precedenti, manuali, quaderni operativi e internet) e il pericolo di entrare in un ginepraio inestricabile è sempre dietro l’angolo. Bisogna mantenere la calma e non essere ingordi: evitate di tirar fuori tutto il malloppo di libri che teniamo nascosto nelle nostre librerie! Io quest’anno ne ho scelti pochi ma affidabili. Per matematica, Scienze e Tecnologia: La Guida Unica di Seconda (edizioni Ibiscus), un libro di discipline della mia ultima seconda (con cui mi ero trovata bene), il libro La linea del 100 di Bortolato (perché quest’anno lo adotterò in classe) e il libro delle discipline in dotazione per questo anno scolastico. Per informatica: due testi sul coding e un manuale di informatica per bambini. Per Educazione Fisica: un libro di scienze motorie e sportive del periodo universitario (molto utile e fonte inesauribile di percorsi e attività) e un manuale di Movimento&Musica.  Il resto è ciò che ho studiato ma anche altri libri che, all’occorrenza tirerò fuori per entrare nel vivo delle lezioni. Sì, perché per ora mi serve ragionare e programmare l’essenziale ma tenendo d’occhio tutto ciò che voglio e posso fare in termini di tempo (visto che le ore non bastano mai). Ecco come ho fatto per ciascuna disciplina:

  1. Ho copiato e incollato in un nuovo foglio Word la programmazione del mio Istituto in modo da avere come punti di riferimento le competenze fondamentali.
  2. Per comodità ho strutturato i dati in una tabella generale annuale secondo questa disposizione: Nuclei tematici – Competenze e Obiettivi (generali) – Conoscenze e Attività (a grandi linee).
  3. Ho creato per ciascun periodo di riferimento (bimestri) una tabella che contenga la stessa struttura della generale ma entrando in merito, periodo per periodo, alle Competenze e gli Obiettivi specifici ma anche definendo in maniera definita le Attività e i contenuti.
  4. Ho utilizzato i libri a mia disposizione per tracciare i percorsi, articolare i tempi, modulare le attività. In alcuni casi ho segnato pure le pagine che non avrei voluto trascurare o dimenticare oppure definito i riferimenti di una attività particolarmente interessante che ho ideato e che non voglio rischiare di perdermi durante l’anno.

Ecco alcuni esempi di come ho iniziato a strutturare la mia programmazione per discipline. Devo ancora definire nello specifico contenuti e attività, molte attività sono trasversali tra le varie discipline: scienze e tecnologia, tecnologia e informatica, matematica e scienze, matematica e informatica, ecc.

Questa programmazione mi servirà come riferimento per programmare settimanalmente le attività da proporre: un lavoro iniziale che costa fatica ma che diventa oro durante tutto l’anno scolastico. Per intenderci, non sono una di quelle insegnanti che arrivano in classe e decidono sul momento cosa fare oppure aprono la prima pagina del libro e vanno a braccio. Io progetto e costruisco lezioni alla LIM, elaboro contenuti e giochi, costruisco percorsi in base alle necessità emerse, costruisco anche le mie verifiche ad hoc. Per questo motivo ho bisogno di punti di riferimento e la programmazione annuale per me è imprescindibile!

Buona programmazione a tutti 🙂

 

A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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