Progetti ambiziosi tra i banchi: il nostro Mimimondo in un giardino verticale

IMG_3639 - CopiaPremessa. Dallo scorso anno, nella mia scuola – ma anche in altre scuole del territorio – è stato avviato un progetto ambizioso e lungimirante sull’educazione allo sviluppo sostenibile e in modo particolare sull’importanza di formare le nuove generazioni come possibili promotori ed esecutori di azioni mirate al miglioramento della vita nel nostro Pianeta nel rispetto delle dinamiche ambientali e traendo spunto dalla natura. L’idea nasce dal concetto di biomimetica come base per sviluppare progetti altamente creativi tra matematica, discipline scientifiche e tecnologiche, e non solo, nelle nostre classi. Raccontare in poche righe l’intero progetto, nato dalla mente e dall’esperienza decennale del preparatissimo e appassionatissimo professor Massimo Lumini (trovate qui uno dei tanti progetti da lui avviati in questi anni) che ha inventato nuovi spiragli formativi ed educativi su queste tematiche e sta formando decine di insegnanti e studenti del territorio, sarebbe impossibile. Con un gruppo di colleghe della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado del mio Istituto abbiamo seguito un corso di formazione su Biomimetica e Green Economy durato alcune settimane e che ha dato vita alla progettazione che verrà inserita nel nostro PTOF. Il corso-laboratorio, tenuto appunto dal professor Lumini, ci ha permesso di acquisire non solo una serie di informazioni su queste tematiche ma soprattutto ci ha offerto gli strumenti per progettare percorsi  – all’interno delle nostre discipline di insegnamento – atti a sviluppare sensibilità, consapevolezza, spirito critico e creatività riguardanti il tema dell’educazione ambientale e sostenibile. Ogni lezione – della durata di 3 ore – si è rivelata intensa e illuminante perché da alcuni punti cruciali o da suggestioni fornite dal docente siamo riusciti a trarre fonte d’ispirazione per il nostro operato in classe… almeno per quanto mi riguarda! Ciò che mi piace di più dell’approccio proposto è l’aspetto altamente creativo dell’esperienza e la possibilità di lavorare in maniera critica con i bambini a partire dall’esperienza diretta e dall’osservazione della realtà circostante.  Il progetto è completamente nelle mie corde… nel senso che io tendo comunque a lavorare così in classe. Queste suggestioni mi hanno portato poi ad approfondire alcuni aspetti cruciali per progettare e sviluppare percorsi possibili grazie ad alcuni libri fondamentali: “Come educare al potenziale umano” di Montessori, “Fantasia” e “Da cosa nasce cosa” di Munari sino a “I sette saperi necessari all’educazione del futuro” di Morin… per citare alcuni esempi. Diciamo che i corsi di formazione solitamente risultano sterili o fine a se stessi invece questo mi ha offerto veramente una serie di spunti di riflessione e nuove ispirazioni per arricchire il mio lavoro con i bambini. Ecco la mi mappa mentale che raccoglie alcune idee, spunti e contenuti sviluppati durante il corso e sui quali sto sviluppando le mie lezioni future.

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Per poter visionare meglio la presentazione dinamica fatta con il software PREZI vi consiglio di cliccare QUI.

Il progetto. Durante questo e gli anni anni a venire verranno proposti ai nostri alunni (a partire dalle classe prima di scuola primaria sino ad arrivare alle scuole medie) una serie di moduli ideati e portati avanti dal professor Lumini. Avendo frequentato il percorso di formazione e risposto con entusiasmo al progetto, sono riuscita a coinvolgere anche la mia seconda – che sarà l’unica, insieme alle quattro prime, a partire con il primo percorso laboratoriale.  Il grande progetto “Piccoli Bionieri Crescono. GreenKids Economy & Biomimetics Design School” parte con il modulo “MINIMONDI” in cui la mia classe dovrà progettare insieme al professor Lumini un giardino verticale che diventerà patrimonio della scuola. In particolare, ogni classe creerà in maniera differente una serie di giardini verticali che ricreeranno piccoli minimondi vegetali a partire dal concetto di ciclo ed ecostistema. Il modulo è stato strutturato in questo modo: lezione di preparazione e sviluppo dei contenuti effettuato con le docenti di riferimento (nella mia classe ci sarò io appunto) e laboratorio di tre ore con il professor Lumini – e la mia collaborazione – in cui i bambini progetteranno e costruiranno con le loro mani un vero e proprio giardino verticale utilizzando materiale da riciclo. Un percorso esaltante e stimolante che ha mandato immediatamente in fibrillazione i miei giovani bionieri 😉

Il mio percorso e lo sviluppo dei contenutiPer lo sviluppo di questo modulo e l’avvio al laboratorio MINIMONDI si richiede di introdurre alcuni concetti chiave che possano fornire una base sulla quale intessere le riflessioni e le progettazioni future. La creatività ha bisogno, per svilupparsi, anche dei contenuti… dei saperi… della teoria. Sul nulla non sarebbe possibile inventare o creare niente. Anche lo spunto creativo, l’immaginazione e la fantasia partono sempre da stimoli o guizzi basati sull’esperienza e la conoscenza. Prima di immergersi con entusiasmo nel laboratorio è quindi necessario fornire degli input, stimolare un meccanismo di curiosità e riflessione, accendere lampadine per mezzi di una serie di informazioni mirate e guidate che partano dall’esperienza diretta.

Già dallo scorso anno, e sviluppando il discorso durante la seconda, abbiamo iniziato ad intuire e capire quanto… nel nostro Pianeta… tutto sia strettamente connesso. Abbiamo scoperto che ogni atto compiuto da ognuno di noi si ripercuote della realtà che ci circonda, abbiamo visto come il concetto di ciclo sia fondamentale per ogni essere vivente (il ciclo della vita, il ciclo dell’acqua, il ciclo degli eventi… per fare qualche esempio) e iniziato ad osservare il nostro mondo con occhi diversi e attenti, “da scienziati” dico io. In questo periodo ci accingiamo a sviluppare l’ultimo percorso dell’anno: “La scoperta del mondo vegetale“. I mesi primaverili infatti ci serviranno per riprendere alcuni argomenti introdotti in prima e sviluppare gli aspetti che riguardano il segreto di piante, alberi, fiori e frutti. Anche la nostra uscita didattica – quest’anno andremmo alla scoperta della Foresta dei Sette Fratelli e in particolare del Giardino Botanico di Maidopis – sarà improntata sulla scoperta della natura quindi tutto il lavoro che svolgeremo tra aprile e maggio sarà un continuo rimando alle tematiche green. Ovviamente partiremo dalle nostre considerazioni e io instillerò in loro il dubbio, la curiosità, la riflessione… Ad esempio “Avete mai pensato proprio al ciclo dell’acqua? La quantità presente sulla Terra è presente in maniera fissa (proprio perché segue dei cicli continui da sempre) da milioni di anni coinvolgendo oceani, acque terrestri, aria e suolo… e di conseguenza gli esseri viventi. Non potrebbe allora essere possibile che una piccola molecola di acqua oggi presente nel nostro organismo si sia un tempo potuta trovare nel corpo di un dinosauro? Questa ha proprio dell’incredibile? Ci avete mai pensato?” È possibile partire da queste piccole suggestioni (che volendo ci fanno diventar matti perché è quasi come immaginarsi l’infinità dei numeri o lo spazio contenuto nel nostro Sistema Intergalattico!!!) per iniziare a costruire un processo di identità terrestre? Come il nostro corpo, il nostro essere  può veramente sentirsi un tutt’uno e parte integrante del Pianeta Terra? L’identità generata tra corpo-terra-acqua-carne… vita… cicli… morte… può stimolare quel senso di responsabilità etica nei confronti di noi stessi, degli altri e di conseguenza del Pianeta che abitiamo? Dalla nostra micro-realtà (fatta di atomi e cellule) possiamo iniziare a spingerci nel macro-mondo che ci circonda… pensandolo allo stesso modo? Creando una consapevolezza di ciò che siamo e ciò che saremo in milioni di anni? Questi discorsi, affascinanti e molto filosofici, devono diventare il fulcro di ciò che intendiamo costruire. Senza consapevolezza, senza intuizioni illuminanti, senza dubbi e concretizzazione di problemi… non possiamo costruire niente. Non possiamo sprigionare il nostro pensiero divergente, non possiamo osservare la natura per trarne insegnamento e imparare da essa ad adottare soluzioni migliori per noi e il nostro Sistema. Io credo fermamente che tutto parta dalla riflessione e dall’esperienza mirata e la scuola, in questo, deve e può fare la differenza.

Tornando al discorso da sviluppare in classe e che ci può aiutare a stabilire un contatto ancora più stretto tra i vari elementi della natura e il discorso dei cicli, parliamo del carbonio. Probabilmente i bambini non avranno idea di cosa sia e, se ne hanno sentito parlare, non avranno sicuramente nel loro bagaglio culturale tutta una serie di conoscenze legate al discorso nel quale voglio andare a parare.

COSA DOBBIAMO SAPERE

  1. Il carbonio è una delle sostanze naturali che formano ogni cosa presente nel nostro pianeta e si trova dappertutto: terra, aria, acqua ed esseri viventi.
  2. La quantità di carbonio presente sulla Terra è fissa e viene riutilizzata di continuo grazie al ciclo del carbonio che avviene tramite lo scambio costante di questa sostanza tra mare, atmosfera, suolo e esseri viventi:
    • Tra aria e oceano c’è uno scambio costante di carbonio.
    • Gli esseri viventi, con la respirazione, rilasciano il carbonio presente nel loro corpo. [scambio tra esseri viventi e atmosfera]
    • Gli animali ottengono carbonio nutrendosi delle piante e degli altri animali che contengono al loro interno carbonio! [scambio tra esseri viventi]
    • Dopo la morte, gli esseri viventi decomponendosi restituiscono al terreno il carbonio preso in vita (alcuni di questi resti rimangono imprigionati nel terreno per milioni di anni trasformandosi in combustibili fossili come il petrolio, il carbone e il gas naturale). [scambio tra esseri viventi e terreno]
    • I batteri e i funghi che decompongono piante e animali morti… rilasciano a loro volta carbonio. [scambio tra esseri viventi e atmosfera]
    • Le rocce spezzate e le eruzioni vulcaniche rilasciano nell’atmosfera il carbonio. [scambio tra la terra e l’atmosfera]
    • Le piante estraggono il carbonio dall’aria per produrre cibo (fotosintesi clorofilliana). [scambio tra aria e piante]
    • Nell’aria il carbonio di unisce all’ossigeno formando un gas chiamato anidride carbonica. [scambio tra esseri viventi con ossigeno e anidride carbonica… piante e animali in stretto rapporto].
  3. Gli esseri umani modificano la quantità di carbonio presente nell’atmosfera creando forti scompensi al nostro pianeta che non è più in grado di assorbirlo tutto. Ecco come:
    • Bruciando le foreste
    • Estraendo il petrolio e i combustibili fossili in generale per produrre energia.
    • Utilizzando mezzi di trasporto inquinanti
  4. L’impatto dell’uomo sul nostro pianeta è devastante perché:
    • Rende squilibrato il naturale effetto serra che mantiene la Terra alla giusta temperatura facendo sì che si crei invece un surriscaldamento globale (ne abbiamo parlato nella lezione dell’Orso Winston).
    • Segna in maniera indelebile la nostra impronta al carbonio: l’impatto che ogni nostro gesto ha sul pianeta in base alle nostre scelte (consumare troppa energia elettrica, usare mezzi inquinanti, acquistare cibo e beni di consumo provenienti da paesi lontani, nutristi di alcuni alimenti “complessi o artificiali”.

Per sviluppare questo e gli altri argomenti {Per quanto riguarda nello specifico il mondo dei vegetali e in particolare come vivono le piante (respirazione, nutrimento e funzionamento e pericoli) il discorso verrà sviluppato nelle lezioni successive e, una volta effettuate troverete la documentazioni nel blog anche con collegamenti direttamente da questo articolo. Anticipo che parleremo delle parti della pianta (con un semplice LapBook da costruire in base ad alcune letture mirate) e delle funzioni svolte da radici, rami, foglie…ecc. Parleremo delle caratteristiche straordinarie di alcuni semi capaci di percorrere chilometri o di sfruttare il passaggio di animali utilizzando strategie di sopravvivenza. Cercheremo di classificare le foglie in base alle loro caratteristiche. Osservare gli alberi e trarre conclusioni in base al loro ambiente di appartenenza… creando un percorso creativo prendendo spunto, come lo scorso anno, dal libro meraviglioso di Bruno Munari “Disegnare un albero”. Avvieremo un discorso di educazione alimentare a partire dal laboratorio “Le piante che si mangiano” tra radici, frutti, foglie e fusti 😉 }  mi sono lasciata ispirare dal meraviglioso libro popup “Come funziona la Terra” di cui ho già parlato precedentemente.

Prima del laboratorio con il professor Lumini però è fondamentale introdurre il concetto di ECOSISTEMA perché è proprio quello che cercheremo di ricreare in classe. Mostro ai bambini questo simpatico signore e racconto della sua esperienza per indagare quanto i bambini sappiamo del significato di ecosistema. Partiamo dalla parola stessa ECO (dal greco: ambiente… inteso come luogo, casa, in cui vivere) SISTEMA (insieme di parti e unità separate interdipendenti): cosa ci fa venire in mente? Pensiamo alla casa, al luogo in cui viviamo e a come funziona. Dal nostro microcosmo domestico spingiamoci agli altri. Siamo noi gli unici ad abitare e vivere dei luoghi? I bambini non possono dimenticare gli altri esseri viventi: animali e piante. Dove vivono? Tutti negli stessi ambienti? Facciamo degli esempi guidati e facilmente segniamo alla lavagna gli ecosistemi naturali e artificiali che ci vengono in mente: MACCHIA MEDITERRANEA, GIARDINO, BOSCO, FORESTA, FORESTA PLUVIALE, (anche se c’è ne sono molti altri ci concentreremo su questi su indicazione del prof.). Per arrivare ad alcune distinzioni e capire le differenze dei vari ecosistemi da un punto di vista faunistico e della flora osserviamo alcuni immagini sul web e traiamo queste conclusioni.

Macchia mediterranea –> si sviluppa sulla costa e vicino al mare con piante sempreverdi e animali di specie diverse che hanno particolari caratteristiche fisiche.

“Le piante più diffuse sono sempreverdi e sclerofite, cioè con foglie piccole e coriacee, che trattengono bene l’acqua senza farla evaporare. Ne sono esempi cespugli e arbusti come il corbezzolo, il rosmarino e il cisto o alberi come il pino marittimo, l’olivo e il leccio. Le piante della macchia mediterranea emanano aromi molto intensi, per richiamare gli insetti impollinatori o per tenere alla larga i parassiti. Gli animali della macchia devono sopportare bene il caldo dell’estate. Gli insetti come formiche, grilli e scarabei sono protetti dal tegumento, uno spesso rivestimento isolante. Tra i cespugli si muovono lucertole e tartarughe, piccoli mammiferi come topi e conigli, pochi grandi mammiferi come cinghiali e mufloni. Nell’aria si librano uccelli pescatori, soprattutto gabbiani, e  piccoli rapaci come il falco pellegrino. In riva al mare, a poca distanza dal bagnasciuga,
le spiagge sono colonizzate da piante psammofite, cioè capaci di vivere nella sabbia,
che si adattano all’alta concentrazione di sale nell’acqua del terreno”. (Zanichelli online)

Giardino –> porzione di terreno coltivata a piante ornamentali e da fiore, adibita a luogo di ricreazione e passeggio nelle immediate adiacenze di un edificio.

Bosco — > territorio con alberi ad alto fusto impiantati per lo più dall’uomo e priva di animali indigeni; in un bosco la disposizione degli alberi è regolare e le piante sono disposte a distanza costante.

Foresta –>  è un’estensione di terreno più ampia del bosco, a vegetazione è spontanea ed ospita parecchie forme di vita animale che si sono insediate naturalmente. La disposizione delle piante è casuale e la crescita è senza limiti.

Foresta pluviale –> caratterizzata da elevata  piovosità e ricca di vegetazione. Nelle foreste pluviali si trovano i due terzi di tutte le specie viventi animali e vegetali della Terra tra cui moltissime ancora sconosciute. Può essere di due tipi: tropicale o temperata.

Scopriamo che ogni ecosistema è segnato dal clima, dalla flora, dalla fauna e dal territorio che lo accoglie. Inoltre anche l’intervento o meno dell’uomo ha un suo peso.

Come abbiamo lavorato? Ho diviso la classe in 3 gruppi di lavoro: Gruppo CICLO DEL CARBONIO (5 alunni); Gruppo PIANETATERRA la nostra casa – gli ecosistemi (7 alunni); Gruppo IMPRONTA DEL CARBONIO – come limitare l’impronta al carbonio e trarre ispirazione dalla natura (5 alunni). Il gruppo del ciclo del carbonio ha lavorato su un grande foglio in cartoncino bianco: due bambini si sono occupati dello sfondo suddividendolo in aria, terra e mare; gli altri hanno disegnato e poi ritagliato le parti da assemblare sul cartellone riguardanti gli elementi del ciclo del carbonio (piante, animali, ecc.); infine, abbiamo sistemato insieme le frasi relative agli scambi di carbonio tra elementi e esseri viventi. 20180412_122133.jpgIl gruppo dell’impronta del carbonio ha invece disegnato ciò che determina l’impronta del carbonio. Anche in questo caso abbiamo usato il collage perché ogni bambino ha scelto un argomento da trattare e poi ha incollato sul grande cartoncino bianco le immagini: uso mezzi di trasporto, uso degli elettrodomestici, immissione di gas dalla fabbriche, cibo e oggetti che percorrono centinaia di chilometri per essere infine distribuiti sul mercato. 20180412_122215.jpgIl terzo gruppo, sugli ecosistemi, ha gestito il lavoro diversamente: tre bambini hanno lavorato insieme sulla macchia mediterranea disegnando su un unico grande foglio; altri due si sono concentrati singolarmente ma confrontandosi tra loro sull’ecosistema giardino mentre altri due sulla foresta. Su questo lavoro però ci spingeremo oltre con un progetto specifico d’istituto in cui creeremo un grande cartellone espositivo sull’orto urbano che andrà nella mostra di fine anno.

Ecco ciò che è scaturito dalle nostre riflessioni e gli elaborati che abbiamo creato lavorando in gruppo.

E finalmente arriva la giornata del laboratorio con il professor Lumini. Massimo si presenta alla classe con il suo entusiasmo spumeggiante e inizia subito a coinvolgere i bambini che rispondono con vivacità alle sue domande e provano a trovare risposte anche in base a ciò che è accaduto in classe i giorni prima e alle informazioni ricevute. La mattinata sarà lunga e concentrata perché in 3 ore dobbiamo iniziare a costruire il nostro giardino verticale e lo faremo seguendo una serie di passaggi obbligati che partono dalla curiosità per l’argomento, alla riflessione guidata, all’osservazione e alla sperimentazione vera e propria in cui ci si sporca le mani. IMG_3669Il ritmo è incalzante e le prime ore scorrono veloci mentre si scoprono parole nuove come Bionieri e Biomimetica, o si riportano alla luce vecchie conoscenze sul mondo delle piante, dei semi e del ciclo vitale. Lavoriamo osservando dei video sulla crescita delle piante a partire dal seme, riflettendo sui fenomeni presenti intorno a noi e raccontando le nostre esperienze. Finalmente poi arriva in classe il verde: la cattedra viene letteralmente invasa da tantissime piantine

 

 

che dovranno essere adottate da coppie di bambini che procederanno nel metterle a dimora. Massimo organizza una specie di asta in cui ogni coppia dovrà cercare di accaparrarsi la pianta preferita riuscendo ad indovinarne il nome attraverso il gioco dell’impiccato: divertimento assicurato! I bambini si divertono un mondo e devo dire che ad un certo punto, tale è l’entusiasmo, diventa difficile ristabilire l’ordine. Ma le piante hanno bisogno di amore, rispetto e tranquillità… quindi non appena ognuna di loro avrà trovato la coppia amorevole che se ne prenderà cura si procede allo step successivo: creare una piccola carta di identità della piantina in modo che si abbia un punto di riferimento sicuro per i prossimi mesi: coppia di adozione, nome scientifico della pianta (qualcuno battezza la propria pianta anche con un nome di fantasia), illustrazione scientifica (rappresentando i dettagli delle foglie, dei rametti e dei fiorellini) e piccola descrizione scritta.

L’osservazione delle piante viene arricchita da uno straordinario dispositivo in cui viene applicata una lente speciale al cellulare del professore… facendo diventare il telefono un vero e proprio microscopio che consente ai bambini di osservare foglie, rami e non solo (un bambino trova una chiocciolina tra le radici della sua pianta) in maniera dettagliata e affascinante. 20180413_101748 - CopiaDopo una piccola pausa si procede al lavoro vero e proprio: fanno il loro ingresso in aula secchi pieni di ghiaia, terriccio, imbuti ricavati da bottiglie in plastica, bottiglie in plastica trasformate in particolari vasi in cui verranno messe a dimora le piante. Ogni passaggio viene minuziosamente seguito dal professore  e tutti insieme ci mettiamo all’opera con grande attenzione. Niente viene lasciato al caso e i bambini hanno la possibilità di imparare tantissime cose partendo dall’osservazione e la pratica. “Bambini, tutto ciò che stiamo facendo in questa giornata ci consentirà di lavorare sino alla fine dell’anno… perché insieme approfondiremo tutti questi aspetti interessantissimi… quindi attenzione e concentrazione” faccio io.

Ecco le immagini che riprendono le varie fasi del nostro lavoro in aula.

  1. La preparazione del vaso

2. La messa a dimora delle piantine

3. Sistemato i nostri 9 vasetti in un luogo alto e soleggiato in modo che vengano innaffiate passo passo prima che possano essere sistemate nel giardino verticale di nostra creazione che troverà spazio nella nostra scuola.

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Il progetto non finisce qui… In serbo ci sono “i germogli del futuro” e “il giardino incantato” che si ispira alle opere e alle riflessioni del grande Paul Klee… e l’allestimento dell’intera mostra a fine anno.

A presto gli aggiornamenti… sempre sulla mia finestra 😉

A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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4 commenti in “Progetti ambiziosi tra i banchi: il nostro Mimimondo in un giardino verticale”

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