I segreti delle piante in classe seconda: esperienze e suggestioni tra scienze e arte (3)

Oggi passeggiando lungo il corridoio della nostra scuola mi sono resa conto di quanto fosse bello e colorato (nonostante le poche piantine sopravvissute alle vacanze estive) grazie al lavoro fatto dai miei alunni lo scorso anno con il progetto GreenKids. Così, improvvisamente, mi son resa conto di non aver mai raccontato come si è concluso il nostro bellissimo percorso tra scienze e arte che ho raccontato nei miei due post sull’avvio e la fase intermedia dell’esperienza.

Dove eravamo rimasti? Dopo aver preparato le carte colorate per creare il nostro giardino, preparato i quadrati in cartoncino sui quali assemblare il tutto e studiato la struttura del fiore… abbiamo iniziato la fase più creativa: la costruzione vera e propria del nostro giardino incantato ispirato a Paul Klee. Ed è proprio grazie a Klee che ho avuto l’ispirazione. Partendo dai suoi studi sulla forma e la figurazione sviluppati nei due bellissimi volumi Teoria della forma e della figurazione 1 e Teoria della forma e della figurazione 2,  ho disegnato a matita immedesimandomi nel suo modo di agire con linee e punti. Ho creato così dei fiori fantastici che poi ho proposto, nei tratti essenziali e riprendendo (almeno… ho tentato di farlo!) lo stile dell’artista, per preparare gli sfondi sui quali assemblare i fiori con la tecnica del collage. I due volumi sono molto interessanti e illuminanti sia dal punto di vista artistico espressivo che scientifico. Nel primo volume viene trattata tutta la questione relativa al pensiero immaginale: le riflessioni dell’artista sul problema della genesi della forma e delle sue potenziali metamorfosi nelle arti figurative si affacciano su numerosi esempi, tavole e spiegazioni che offrono un punto di accesso al laboratorio creativo del grande artista. Un libro ricco di spunti di riflessione sulla teoria della forma (a partire dalla sua esperienza con la linea statica e in movimento, le figure e i rapporti di figura e spazio di rappresentazione eccetera) a partire anche dall’osservazione della natura. Questo tipo di ricerca visiva trova il suo naturale sviluppo nel secondo volume in cui viene sviscerata la sua teoria sulla storia naturale infinita. A partire proprio dall’osservazione e lo studio di foglie, petali, semi, piante, fiori, rami e alberi… emerge la spinta creatrice intorno alla possibilità di rappresentare la natura stessa in infiniti modi e trarne da essa fonte d’ispirazione. Tantissime tavole ed esempi su cui si potrebbero teoricamente costruire infiniti laboratori affascinanti tra arte e scienza. La magia poetica della vita delle piante prende forma sul foglio coi segni della matita “Il seme mette radici, la linea dapprima si dirige verso la terra, non per viverci ma per ritrarne energie onde emergere al regno della luce”.

 

Il mio studio a matita sui fiori di P. Klee

In classe ho consegnato ad ogni bambino il foglio quadrato 25×25 precedentemente pitturato di varie sfumature di verde e chiesto loro, con il pennarello, di tracciare segni alla maniera di Paul Klee. Con i bambini abbiamo visionato alcune opere alla LIM, ho mostrato il mio studio a matita e poi fatto alcuni esempi alla lavagna. Si sono messi subito all’opera producendo delle ottime suggestioni.

Esempi alla lavagna

Una volta completato il lavoro ci siamo messi all’opera con le forbici e la colla: alla lavagna ho chiesto ad alcuni bambini di disegnare ipotetiche forme di petali e foglie fantastiche che ci sarebbero servite da esempi per ricreare i nostri fiori. Poi ogni bambino ha scelto la carta colorata precedentemente dipinta e la forma da ritagliare. Stessa cosa è accaduta per le foglie. Ogni bambino ha poi assemblato il proprio fiore (colorato magari da altri compagni in uno scambio continuo come un vero e proprio sistema funzionante in cui ognuno assolve un compito preciso e col suo operato rende possibile il tutto) sul quadrato con lo sfondo alla maniera di Klee e infine applicato foglie e pistillo, per poi aggiungere elementi decorativi a piacere… come piccoli insetti o dettagli.

Dopo aver completato tutti i fiori abbiamo cercato di disporli su una griglia quadrata in modo da ottenere un effetto visivo di impatto e devo dire che ci siamo sentiti davvero soddisfatti del nostro lavoro:

Il progetto però non è finito qui. Il professor Massimo Lumini ci ha fornito un nuovo input: e se ci immaginassimo il futuro? Come sarebbe? E’ nato così il piccolo progetto Germogli per il futuro. Ad ogni bambino è stata consegnata una foglia in cartoncino spesso e chiesto di immaginare un futuro non troppo lontano… a partire anche  dagli argomenti trattati in queste settimane, dalle suggestioni e dalle speranze emerse. I miei alunni hanno pensato soprattutto all’ambiente e ai rischi dell’inquinamento, dell’impatto del CO2, agli animali e alle piante intorno a noi ma soprattutto allo star bene in comunione con il nostro Pianeta.

E finalmente è arrivato il giorno dell’inaugurazione della mostra. Durante la mattinata abbiamo creato il pannello del nostro giardino incantato e attaccato le foglie ai grandi alberi in legno sistemati lungo il corridoio. Lì ci attendevano i nostri meravigliosi giardini verticali e gli altri compagni delle classi prime che come noi hanno lavorato in questi mesi al progetto. Di pomeriggio la mostra è stata aperta al pubblico e i genitori son stati orgogliosi dei loro piccoli BIOnieri! Questa è proprio la scuola che mi piace!

 

 

 

A proposito di Michela Secchi

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