Matematicando in classe quarta. (0) Avvio dell’anno scolastico: facciamo il punto della situazione

Siamo già a settembre? E allora è arrivato il momento di rimettersi all’opera e iniziare ad ingranare. Dopo un breve rodaggio fatto di riunioni, collegi e confronti tra colleghe e colleghi si riprende a pieno ritmo la vita di classe. Quest’anno s’inizia il 12 settembre quindi ho alcuni giorni per progettare i primi giorni di scuola e soprattutto le verifiche d’ingresso. Il ritorno a scuola, che sia ben chiaro, non è traumatico (passatemi il termine e l’ironia) solo per noi docenti ma lo è anche per i genitori (e in questo calderone mi ci metto pure io!) e soprattutto per gli alunni che devono riadattarsi al ritmo di lavoro scolastico dopo la pausa estiva. Si tratta di riprendere in mano quaderni, libri, corredo scolastico, relazioni e amicizie lasciate in sospeso, vecchi dissapori e simpatie che determinano la normale routine scolastica, ma non solo. Si devono fare i conti anche con aspettative, antiche paure, dubbi e incertezze sull’anno scolastico che verrà. M’immagino già le classiche frasi “Maestra, ma la quarta è molto più difficile della terza, vero???Ma dovremmo studiare di più rispetto allo scorso anno?Maestra, era la terza la classe più dura, vero?… quindi quest’anno ci andremo lisci!?”. Le risposte sono quelle più naturali, dettate dal cuore e dal sorriso di chi ci è già passata. Devono rassicurare e ammonire, ricordare i progressi fatti in questi anni trascorsi insieme e incoraggiare sugli obiettivi futuri che arriveranno grazie all’impegno e alla passione.

L’inizio è sempre un racconto di ciò che è stato, sorrisi e abbracci, domande e condivisione di esperienze. Per scrollarsi di dosso il torpore delle vacanze si riprende con attività non troppo impegnative e incalzanti fatte per riportare alla luce quanto già appreso ma anche per iniziare a focalizzare l’attenzione sui nuovi obiettivi da programmare. Per questo è fondamentale utilizzare al meglio le ore a nostra disposizione: per una prima settimana si tratterà di progettare attività che mirino alla ripresa del ritmo e stimolino l’entusiasmo. Io dico no alle schede già pronte da somministrare in maniera sterile, dico no ad attività slegate dal vissuto dei bambini in questi mesi e mi rifiuto di entrare a gamba tesa con esercizi e verifiche a tappeto. Credo che sia auspicabile predisporre attività ludiche e diversificate che riprendano quanto affrontato, che consentano di creare momenti di condivisione e ripresa delle relazioni ma soprattutto mi consentano di capire quali argomenti sarà necessario rivedere prima di partire con la nuova programmazione. Le verifiche sono senza dubbio un buon punto di partenza. Devono essere somministrate in tempi dilatati, al fine di favorire una ripresa serena, tener conto delle competenze acquisite e dei bisogni specifici di ognuno. Io preferisco elaborare personalmente le verifiche che somministrerò alla mia classe: io sono consapevole di quanto e come abbiamo imparato; io conosco ormai abbastanza bene i miei bambini e le mie bambini; io utilizzerò quelle verifiche per capire da dove ripartire. Le prove, elaborate per competenze (come ormai di abitudine e buona prassi) e che costruisco da quattro anni, mi consentiranno di avere degli elementi di conoscenza degli alunni (vecchi e/o nuovi) utili per adottare dei cambiamenti della programmazione didattica nella dinamica insegnamento/apprendimento stabilendo da subito se attivare interventi di recupero o potenziamento. La condivisione e la correzione delle prove con gli alunni (e in quarta elementare sarà una prassi imprescindibile) mi aiuterà ad indirizzarli verso attività di autovalutazione, correzione, rinforzo del proprio operato atto a sviluppare il pensiero metacognitivo.

Ragionando brevemente sulle abilità indispensabili per affrontare la classe quarta ritengo opportuno predisporre attività (tante e diversificate) e verifiche (poche ma efficaci, scritte, pratiche e anche orali) che consentano di riflettere sulla struttura del numero, le operazioni logiche e aritmetiche, il rapporto tra spazio e figure. In modo particolare le abilità e le conoscenze da riattivare e verificare saranno:

  • Padronanza delle lettura e della scrittura entro il 9999;
  • Capacità di eseguire le quattro operazioni (calcolo orale, strategie e calcolo in colonna anche con verbalizzazione delle procedure da eseguire);
  • Capacità di approccio alle situazioni problematiche con le quattro operazioni;
  • Capacità di riconoscere le figure;
  • Padronanza nella lettura e nell’utilizzo di semplici diagrammi per raccontare la realtà.

Punto della situazione: ciò che non dovremmo mai perdere di vista…

L’insegnamento della matematica, a mio avviso, deve andare oltre l’approccio disciplinare per spazzare via tutte le false credenze che si porta dietro: è una materia noiosa; è una materia astratta e spesso considerata inutile (soprattutto quella dei cicli successivi al primo); è una materia difficile e pesante che non offre stimoli. Il compito dell’insegnante di scuola primaria è quello di far amare la matematica o, se non altro, non farla diventare la materia cattiva, quella che fa più paura di tutte. Per farlo dobbiamo riscoprire noi stessi il fascino della matematica, la creatività che si porta dietro, il divertimento, il piacere della scoperta e la conquista del raggiungimento degli obiettivi. Dobbiamo far scoprire, giorno dopo giorno, ai nostri alunni quanto la matematica sia ovunque: nella quotidianità come nei libri di scuola, nella musica e nell’arte figurativa, nei giochi, nelle relazioni, nella natura. Insomma, dobbiamo far nascere dei piccoli germogli di curiosità che avvicinino al piacere della matematica. Non è semplice, me ne rendo conto… ma si può fare con un po’ di pazienza. I risultati arrivano, e sono meravigliosi. Io ci sto provando da diversi anni e sapere dai miei alunni che la matematica è una delle loro materie preferite (o addirittura la preferita) mi fa capire che forse un po’ di ciò che porto avanti sta funzionando. Questo non significa che durante le ore di maestra Michela si giochi e ci si diverta sempre, anzi… credo di essere molto più meticolosa e “severa” delle mie colleghe e di pretendere il massimo da loro. Per pretendere il massimo intendo che mi rendo conto delle loro capacità e faccio in modo che anche loro ne siano consapevoli per raggiungere serenamente, e con l’impegno, ciò che meritano: la soddisfazione di aver fatto del loro meglio senza arrendersi! Quest’anno le carte in tavola non cambieranno. Le mie lezioni di matematica sono scandite da vari momenti. Quando ho a disposizione due ore le utilizzo al meglio e in base alle necessità. Rendo sempre partecipi i bambini su quanto verrà scoperto insieme e introduco la mia lezione in maniera da catturare l’attenzione o con un breve racconto, o con una pagina LIM accattivante o cavalcando l’onda di un evento legato alla vita vissuta della classe. L’introduzione non è mai statica e si avvale dell’aiuto di LIM e lavagna: parole chiave e idee prendono forma e restano fissate come obiettivo o punto di partenza. Spesso i così detti “tempi invisibili” (ossia ciò che viene fatto in classe e di cui non si ha traccia su quaderni e libro) sono fondamentali: sviscerare l’argomento dal confronto e arrivare insieme a soluzioni e idee rappresenta il fulcro del discorso. È come arrivare insieme al traguardo, è una scoperta che si trasforma in consapevolezza e stupore. Capita che queste scoperte guidate vengano fatte nel gruppo di lavoro (con piccole attività cooperative o laboratoriali) o si abbiano intuizioni illuminanti individuali che poi vengono condivise col gruppo classe. In tutto questo il ruolo del docente è quello del direttore d’orchestra, c’è poco da fare. E il quaderno? Il quaderno – e non mi stancherò mai di dirlo – è per loro e non per insegnanti e genitori. In quarta deve proprio essere chiaro questo aspetto. In prima ho insegnato loro a gestire lo spazio nel modo più adeguato e leggibile (insistendo su ordine e organizzazione funzionale degli spazi e senza mai far cancellare quanto fatto anche se disordinato: in questo modo ognuno di loro ha potuto apprezzare i progressi e la convenienza nel tenere un quaderno ordinato e maggiormente fruibile a livello di lettura). Quante volte avrò ripetuto: IL DISORDINE E LA CONFUSIONE SONO I NEMICI DELLA MATEMATICA. Pensavo soprattutto ai bambini DSA ma non solo. Nonostante tutto in prima i bambini mi dicevano “Ma maestra oggi non abbiamo ancora lavorato… sul quaderno non abbiamo scritto niente!” Mi veniva da sorridere ma un po’ mi spaventava questo loro collegare lavoro, quindi produzione e raggiungimento obiettivi, allo scrivere sul quaderno. Il discorso è stato spazzato via in seconda: il quaderno è diventato un luogo in cui ricordare quanto fatto diventando uno strumento di ripasso ma anche uno strumento in cui fissare le scoperte. Le proposte arrivavano da loro: “Maestra, che ne dici di scrivere quello che abbiamo visto alla lavagna anche sul quaderno?” .  Lo scrivere sul quaderno diventava una necessità e un piacere con un’utilità e non un obbligo o una tortura. In terza ho iniziato a ricordare loro che il quaderno era per loro e non per me e abbiamo scritto davvero poco: molti laboratori, molti esercizi su software e LIM, tanti lavori di gruppo e fogli volanti. Il quaderno ha continuato ad evolversi con noi e io, come mia buona prassi, ho continuato con la tradizione di non mettere voti sulle pagine ma scrivere suggerimenti, incoraggiamenti e, a fine quaderno, un piccolo resoconto di come sono andate le cose. In quarta si volerà verso la quasi autonomia, spero… ma lo costruiremo insieme… come sempre.

Continueremo a imparare toccando con mano la matematica. La fase della concretezza della matematica non viene completamente abbandonata ma sarà necessario darle nuova linfa vitale. Si arriverà certamente alla scoperta e comprensione delle regole generali (ad esempio) partendo sempre da consapevolezze già sedimentate che si rifanno a situazioni concrete. Spesso è necessario accompagnare gli alunni alla consapevolezza di quanto già sanno. Molti hanno paura di esprimere quanto in realtà hanno già appreso, ma temendo di sbagliare (o per insicurezza o per mancanza di zelo) tacciono, tentennano… si mettono i bastoni tra le ruote. Ecco, vorrei che la classe quarta fosse l’anno della liberazione! Dei sospiri di sollievo e del piacere della scoperta di se stessi. Vedremo che si potrà fare… Bisogna aver fiducia! Intanto non abbandoniamo le buone abitudini del fare matematica attraverso le fasi cardine della disciplina: manipolativa, di rappresentazione iconica e simbolica. Tutto questo verso l’obiettivo principe (quello che poi abbraccia tutte le discipline e che si sviluppa e nutre dalla matematica): l’attivazione del pensiero logico! No agli automatismi e alla matematica preconfezionata. No alle domande banali che hanno risposte già pronte. Sì alle sfide e al pensiero critico. Sì ai dubbi e alla soluzione di situazioni diversificate. Per questo motivo le mie lezioni si sviluppano in piccoli nuclei da 20 minuti ciascuno in cui si alternano vari momenti e cambi di direzione: introduzioni e motivazione; raccolta delle idee e/o condivisione di scoperte; attività manipolativa e/o concreta individuale e/o di gruppo; fase operativa sulla LIM e/o sul quaderno e/o libro; riscontro finale. I momenti alla LIM sono comunque brevi: cinque minuti se la utilizzo come presentazione dell’argomento con video, filmati, grafici e immagini; una decina di minuti se ci sono giochi e attività interattive; massimo 30 minuti se la utilizziamo di pari passo con il quaderno (io, ma anche loro a turno,  alla LIM e loro al quaderno). Alla fine può anche capitare di dire “Vediamo cosa ne pensa il nostro libro“… oppure “Andiamo a controllare come affronta l’argomento il libro“. Spesso loro tutti contenti mi dicono “Ma noi queste cose le sappiamo già” oppure ci si diverte a vedere come diversi approcci portino comunque alle medesime soluzioni. Poi non ditemi che la matematica non è una materia stimolante!!! Ovviamente questo è un esempio di come posso strutturare la mia lezione. Talvolta si parte dalla correzione di qualche esercizio ostico oppure direttamente dal libro. Non seguo mai regole prestabilite ma è certo che cerco di cambiare sempre e soprattutto di non prolungare troppo i tempi con una stessa attività. Quando sforo coi tempi, presa dall’impeto di voler continuare, mi rendo conto che il calo dell’attenzione è in agguato e allora diventa inutile, o quasi, continuare.

Finalmente mi sono sgranchita le dita e la mente dallo stallo estivo e posso così mettermi all’opera partendo da questi presupposti. Adesso arriva il bello: andare a cercare gli appunti presi durante il relax su idee e progetti per la classe, spulciare libri e guide per creare le attività da proporre al loro rientro, riaprire i software che mi consentiranno di intessere nuovi momenti di vita insieme. Non mi resta che mettermi all’opera e augurarci un buon e proficuo anno scolastico!

PS: nel prossimo articolo pubblicherò le attività per il rientro e qualche suggerimento per le prove di ingresso 😉

A proposito di Michela Secchi

Guarda tutti i post di Michela Secchi →

5 commenti in “Matematicando in classe quarta. (0) Avvio dell’anno scolastico: facciamo il punto della situazione”

  1. Mi sono riconosciuta molto nell’approccio didattico/educativo descritto. Fa piacere leggere esperienze e riflessioni in cui si coglie la passione e l’entusiasmo per il proprio lavoro. Grazie

  2. Grazie Michela, ti ho conosciuto solo alla fine dello scorso anno ma le tue proposte mi hanno davvero entusiasmato. Condivido tutto ció che hai scritto e so quanto il nostro lavoro sia importante per far si che i pregiudizi verso questa meravigliosa materia vengano sfatati. Ho anch’io una quarta e aspetto le tue proposte che mi serviranno sicuramente per un confronto con le mie. Intanto una delle attività di questi primi giorni sarà certamente il tuo pesciolino di carta attraverso la quale ripasseremo la simmetria. Grazie ancora per il tuo prezioso aiuto. Cristiana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *