A tutta LIM si impara a pensare: lezione pratica per imparare gli strumenti di base… riflettendoci su.

Oggi bambini vi insegnerò a usare la LIM. Perché lo scorso anno, in prima, avete usato la penna e la gomma, spostato oggetti virtuali e giocato grazie alle lezioni che costruivo io di volta in volta… ma da quest’anno io starò con le mani in mano mentre la LIM la userete voi in autonomia”.

Cosa significa, maestra, autonomia?” – “Beh, con le vostre risorse e le vostre energie, imparando a capire il meccanismo che sta dietro la LIM, significa che utilizzerete la Lavagna interattiva da soli… senza il mio aiuto.” ENTUSIASMO! Sarà difficile? Come potremmo fare?, si domanda qualche sbarbatello. “Vi garantisco che in un’ora sarete in grado di usare tutte le funzioni base che useremo quest’anno per lavorare insieme e io non avrò neanche bisogno di muovere un dito. Vi aiuterà l’interfaccia grafica e scrivo alla lavagna, con il gesso, INTERFACCIA GRAFICA. I bambini fissano la lavagna, fissano me, interdetti e curiosi. Cosa significa questo parolone mai sentito? Faccio una domanda chiave: quando conoscete una nuova amica o un nuovo amico, ma anche quando incontrate qualcuno che già conoscete… cosa osservate prima di tutto? Cosa guardate di quella persona? – I bambini rispondono subito la FACCIA! – È proprio così, per metterci in comunicazione con qualcuno… noi ci guardiamo in faccia. A volte, dalla faccia, possiamo avere tante informazioni e ci facciamo pure delle idee su quella persona “Ha proprio una faccia simpatica”… oppure “La sua faccia non mi piace per niente…”. Riporto l’attenzione sulla scritta alla lavagna e ora chiedo di osservare bene la parola, sottolineando silenziosamente le lettere F A C C I A contenute nella parola interfaccia. E allora?, chiedo. “Maestraaaa, ma mica sarà la faccia del computer… quest’interfaccia grafica?” Ci sono proprio arrivati e dopo un breve scambio di battute, un bambino chiede la parola e dice che l’interfaccia è la parte grafica del computer che ci mette in comunicazione con lui e che possiamo vedere. “Esattamente. L’interfaccia rende il computer più amichevole, più accessibile e facile da usare”. Racconto ai bambini che quando nel lontano 1992 mio padre acquistò il primo computer la GUI (Interfaccia Grafica Utente) era essenziale: il monitor era nero e su di esso pulsavano delle luci intermittenti verdi o bianche. Per usare quei PC era necessario conoscere stringhe di comandi complicate e chi si metteva davanti al monitor non poteva sicuramente operare da solo senza conoscere i comandi giusti. Oggi le cose son cambiate!” Accendo la LIM: colori, finestre che si aprono, icone che ci aiutano, parole da leggere. Lo scorso anno con la mia classe abbiamo visto come aprire cartelle e file, abbiamo imparato a usare le funzionalità del mouse e usato il pc per fare dei giochi e delle attività guidate. Da quest’anno impareremo invece a usare lo strumento LIM e PC per lavorare in autonomia, per creare contenuti e per riflettere anche sul funzionamento delle macchine… ma non solo.

“Pensiamo al software che usiamo nella LIM: come possiamo aprirlo? E soprattutto, come facciamo a sapere quale sia?” I bambini rispondono con la dimestichezza che hanno i nativi digitali: guardo il monitor, cerco il disegnino (“bambini, lo chiamiamo icona”) e ci clicco sopra con la penna della LIM”. Porto l’attenzione sulla scelta che operiamo per capire che l’icona è quella giusta. Noi interpretiamo le immagini (dell’icona) in base alla nostra esperienza e capiamo che quelle matitine rappresentate ci forniscono l’informazione che con quel programma sarà possibile scrivere. L’interfaccia grafica ci aiuta molto in questo. Vi accorgerete che dentro il software LIM riuscirete a muovervi velocemente e in maniera spesso intuitiva proprio grazie ad essa.

INIZIAMO A LAVORARE SUL SERIO

Apriamo le danze con te! – faccio indicando una bambina. Prendi in mano la penna LIM e clicca sull’icona del Software. Fatto questo si apre una finestra che ci avverte (possiamo leggerlo) che stiamo entrando dentro il programma per creare lezioni/contenuti con la Lavagna Interattiva Multimediale. Per entrare cosa clicco? – ACCEDI maestra? Mi sembra che vuole dire proprio entrare in un posto… – Bravissima!

Una volta entrati dentro faccio notare ai bambini che si apre in automatico sia la pagina bianca con tutti i comandi che un piccolo PANNELLO DI CONTROLLO (nella nostra LIM ha il colore della penna che usiamo come supporto input e ha una forma circolare): questo è come la stanza dei comandi di un pilota dell’aereo. Per ora utilizzeremo questo e vedrete che da qui potremmo fare tante cose… come ad esempio scrivere. Ma prima ci prepariamo la nostra pagina. Spendo due minuti per mostrare ai bambini come scegliere il formato della pagina: cambiare colore, inserire griglie e infine scegliere la pagina a quadrettoni che ci consentirà di lavorare con ordine e punti di riferimento spaziali precisi. Sono molto colpiti e si rendono conto che le possibilità sono quasi infinite. Mettiamo la nostra pagina bianca a quadrettoni e chiedo ad un altro bambino di scrivere il suo nome prendendo dal pannello di controllo (PdC) lo strumento che secondo lui serve per scrivere. “Osserva bene le icone e ragiona… perché il tuo nome voglio che tu lo scriva del tuo colore preferito”. Il bambino osserva e vede alcune icone che potrebbero andare: riportano tutte l’immagine di una penna o pennarello. Con l’aiuto dei compagni (che riflettono insieme a noi) e il mio, seleziona la matitina e io gli chiedo di andare a pescare il colore. Osservando bene infatti capisce che i due quadrettini colorati nel Pdc servono appunto a scegliere il colore. Ci clicca sopra e si apre la tavolozza dei colori “Guarda un po’, è proprio come quella del pittore… clicca sul colore che preferisci e stai attento: per essere sicuro che il computer abbia capito… accertati che sia evidenziato”. Velocemente si seleziona e si scrive. Chiamo una bambina. “Il colore che ha scelto il compagno però è molto chiaro. Sarebbe bello modificare il colore senza cambiare però quello che ha scritto lui. Se prendo la gomma, che conoscete, riesco nell’intento?” – “No, perché così va via tutto… Come possiamo fare?”. Spiego alla classe che ogni qual volta vorremo operare dei cambiamenti agli oggetti creati (scritte, disegni, forme, ecc…) dovremmo usare lo strumento per selezionare (e lo mostro cliccandoci sopra): questo consente di far capire al computer che vogliamo lavorare su quell’oggetto… così lui lo prenderà in considerazione. La bambina seleziona con il mio aiuto (devo mostrare il movimento da effettuare) il nome del compagno e poi le chiedo come, secondo lei, posso modificare il colore… pensando proprio che devo comunicarlo al pc. La bambina va subito nella tavolozza dei colori contenuta nel PdC e sceglie un colore più scuro: in un clic il nome è rimasto identico per quanto riguarda la grafia e la dimensione ma il colore è cambiato. Benissimo, ora spostiamo questo nome in alto (sempre con il selezionatore posso muovere le parole ma anche gli oggetti semplicemente trascinandoli da una parte all’altra) e viene alla lavagna un altro bambino.

“Disegna alla lavagna, con lo strumento penna utilizzato adesso per scrivere, un quadrato”. Richiamo alla memoria le caratteristiche di un quadrato (quattro lati e angoli uguali) e faccio presente loro che non sarà facile essere precisissimi alla LIM perché le linee potranno essere tremolanti… ma a noi per ora non importa. Il quadrato viene disegnato tenendo conto della quadrettatura della pagina (due quadretti per lato). Da questo punto in poi chiamerò un bambino dopo l’altro che, di volta in volta modificherà – seguendo le mie indicazioni ma ragionando su come operare – gli oggetti presi in considerazione facendo nuove scoperte che costringeranno a porsi dei problemi: sul funzionamento della LIM, sulla logica di programmazione, sui codici interpretativi, sulle caratteristiche degli oggetti dal punto di vista nostro (esseri umani pensanti) e dal punto di vista del pc (non intelligente e programmato dall’uomo).

Il quadrato a mano libera è fatto abbastanza bene ma è necessario rendere quella linea più visibile. Come poterla fare un po’ più spessa? Cancellare tutto e rifare con una penna dal tratto più grosso non conviene: utilizziamo la LIM per ottimizzare i tempi quindi dobbiamo trovare una soluzione più pratica. Osservando nel PdC troviamo un’icona con delle linee che mano a mano diventano più grosse. Sarà quella? Il bambino prova e sceglie lo spessore che ritiene più adatto. Il gioco è fatto perché la linea è già cambiata in un click.

Adesso però vogliamo essere più precisi e siccome il computer è stato inventato anche per aiutarci a svolgere meglio certi lavori cerchiamo di sfruttare le sue potenzialità. Ci sarà uno strumento in grado di disegnare con perfezione le figure geometriche? Un bambino suggerisce di cliccare l’icona con una linea sul PdC ma io sposto la sua attenzione su qualcosa di più preciso… e infatti scopre subito l’icona che riporta le figure geometriche. Cliccandoci sopra abbiamo molte possibilità: triangoli? quadrilatteri? ellissi? altro? – Il quadrato fa parte della famiglia dei quadrilatteri (ci ragioniamo insieme) e quindi clicco sulla parola QUADRILATTERI e mi si apre un’altra finestrina con tutti i quadrilatteri possibili. Sceglie la forma QUADRATO. “Ora il pc ha tenuto in memoria che vogliamo disegnare un quadrato. Proviamo a poggiare la punta della penna sul monitor e trasciniamola: il pc disegna il quadrato che vogliamo noi.” Ci accorgiamo subito che la dimensione del quadrato viene determinata dall’ampiezza del nostro movimento. Adesso abbiamo il quadrato fatto a mano libera e il quadrato fatto con l’aiuto del pc. Rendiamoli simili agendo anche questa volta sullo spessore della linea, selezionando il nuovo oggetto e facendo come in precedenza. Ecco qua!

Adesso rendiamo il tutto più allegro. In pochi passi, bambino dopo bambino cambiamo colore al perimetro e all’area del secondo quadrato. Intervengo prima sulla linea, selezionando la forma (ormai i bambini hanno capito che bisogna selezionare per modificare l’oggetto) e poi vado nella tavolozza dei colori. Prestiamo attenzione alle possibilità che mi si prospettano davanti: per cambiare il colore della linea (solo della linea del contorno) scelgo il primo quadratino in alto.

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Colore linea retta. E pesco il colore che desidero (nel nostro caso sarà il verde). LIM9Poi per modificare la superficie interna dovrò andare nel secondo quadratino e operare un’altra scelta. Stiamo proprio lavorando come un programmatore alle prese con il pensiero computazionale.

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Scegliamo il rosa. E adesso? Proviamo a modificare anche l’altro quadrato. Ci rendiamo conto che selezionandolo e scegliendo il colore verde allo stesso modo in cui abbiamo operato per l’altro quadrato non ci sono problemi… ma le cose cambiano per quando riguarda la campitura interna. Il computer non ci offre l’opzione del secondo quadrettino per colorare l’area interna ma ci riconosce solo la linea. Perché? Dove abbiamo sbagliato?

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Ragioniamo insieme. Spiego ai bambini che noi non abbiamo fatto alcun errore ma è il computer che è stato programmato solo per riconoscere le figure geometriche come tali. Cosa è successo? Nel momento in cui noi abbiamo disegnato a mano libera il nostro primo quadrato, il pc ha interpretato il disegno non come una figura geometrica di forma quadrata (come fa invece con le forme che ci permette di disegnare con il suo aiuto… dove gli stiamo dicendo FAI UN QUADRATO) ma come una linea chiusa (che, nel nostro caso ha forma quadrata ma per il software un quadrato non è). Quindi lui sì, ci permette di colorare la linea ma non la campitura interna… che non riconosce. Ma ci possiamo arrendere così? No, dobbiamo imbrogliare il computer! “Maestra, prendiamo la penna, scegliamo che scriva di rosa e coloriamo”. Buona idea ma non è la soluzione migliore. “Quando dobbiamo tinteggiare la parete di casa nostra dove mettiamo il colore da usare?” – “Dentro un secchio dove poi infiliamo il pennello”. Ci siamo! Chiedo ai bambini di osservare la barra dei comandi su in basso (o in alto… dipende da dove l’abbiamo messa) e loro notato subito l’icona con il secchiello dal quale cola del colore. Trovato! Il bambino seleziona il secchiello, poi preleva il colore dalla solita tavolozza nel PdC e poi clicca dentro lo spazio delimitato dalla linea chiusa (“Come si chiama questo spazio? Ve lo ricordate?” – “Regione Interna” – “Bravissimi!!!”).

LIM12 “E ora facciamo le magie!” Chiamo i bambini che, selezionando l’oggetto imparano a ingrandirlo e rimpicciolirlo, ruotarlo e muoverlo con facilità. Si vertono un mondo e poi è veramente facile!

Anche questa volta notiamo che per ingrandire e ruotare la prima figura il pc fa le bizze perché riconosce solo la linea. LIM15L’importante è trovare sempre nuove strategie e possiamo farlo solamente nel momento in cui capiamo come funziona-ragiona il software.  Senza rendercene conto stiamo ragionando anche in termini geometrici. Un bambino, appena vede il quadrato posizionato diversamente dice a voce alta “Un rombo”. Classico errore da misconcezione matematica: cambia la posizione e si ha l’impressione di ottenere altro. Colgo l’occasione per ragionarci su. Siamo proprio certi che sia una forma diversa? L’ho modificata nella dimensione dei lati e degli angoli? In realtà l’ho solo spostata. Se prendo Maria e la metto a testa in giù… non è che diventa Sara! Sempre Maria sarà. Anche col quadrato accade questo: è un quadrato messo poggiato non più su un lato ma sul suo vertice. Se parliamo di un rombo dobbiamo ricordarci delle caratteristiche del rombo… che sono diverse: gli angoli hanno ampiezza diversa e anche i lati sono diversi. Mostro subito un rombo, lo faccio ruotare, lo accosto al quadrato: la differenza è lampante. La LIM offre la possibilità di ragionare in termini geometrici manipolando le figure. Strumento davvero efficicace e immediato!

L’ultimo quarto d’ora lo dedichiamo alla creatività e alla magia: il nostro quadrato si clona, e con i due a nostra disposizione formiamo una farfalla, inseriamo una linea, la rendiamo tratteggiata (sempre con le funzioni presenti nel PdC), cambiamo colore, spostiamo e giochiamo… Per clonare, una volta selezionata la figura, apriamo la freccina che compare su di essa e scopriamo che possiamo avere a nostra disposizione – nella finestra che si è aperta – una serie di opzioni. LIM17Con la classe teniamo in considerazione la clonatura (e i bambini sanno che clonare significa creare una figura identica a quella selezionata e che mantiene esattamente le stesse caratteristiche di forma, dimensione, posizione e colore) e anche l’opzione Gruppo (che consente di selezionare le figure a disposizione e renderle un unico gruppo indivisibile). Con questa funzione infatti il pc riconoscerà i due quadrati con la linea come un unico oggetto e quindi ci permetterà di spostarli, traslarli, ingrandirli o modificare colori insieme.

Ci fermiamo con l’inserimento, all’interno della figura, di una casella di testo. Per farlo scegliamo l’icona con le letterine colorate all’interno della barra delle applicazioni. Si apre una casella all’interno della quale possiamo scegliere il font, la dimensione, il colore e anche caratteri speciali. Non ci resta che scrivere e posizionare. Giochiamo un po’ con questo nuovo oggetto perché lo possiamo modificare a nostro piacimento per colore, dimensione, posizione. “Maestra! Questa lezione ci è proprio piaciuta e abbiamo imparato tante cose! La prossima volta tu stai seduta e facciamo tutto noi!” (Poveri illusi… non avranno mai UNA MAESTRA SEDUTA!) 🙂

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A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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