FLIP CLASS – La didattica della classe rovesciata (1). Predisposizione della classe virtuale su Edmodo

Circa due anni fa ho seguito un interessante corso di formazione online, proposto dal Centro Edizioni Erickson Formazione online, sulla Flipped Learning (la didattica della classe capovolta) che mi ha consentito di riflettere su quanto sia importante rinnovare il nostro approccio alla didattica e alla creazione di ambienti d’apprendimento (concreti e virtuali ma anche “luoghi mentali del sapere e dell’apprendere”) per rispondere alle nuove esigenze di una società in continua evoluzione. Insegnare alla stessa maniera di trenta, venti e addirittura dieci anni fa… non è più possibile. E la grossa crisi del sistema scolastico forse risiede anche nell’incapacità dell’intero sistema di rivedere gli assi portanti della didattica tradizionale metabolizzando tutta una serie di nuove prospettive e nuove prassi che si stanno sviluppando un po’ ovunque grazie soprattutto all’entusiasmo, alla buona volontà, allo studio e alla capacità di mettersi in gioco di diversi docenti. Sia ben chiaro, non credo che si debba dare un colpo di spugna a tutto ciò che è stato… ma ritengo necessario ricalibrare le buone prassi che conosciamo, e abbiamo ben assimilato, alle nuove esigenze emerse nell’ultimo decennio dovute soprattutto all’incalzante progresso delle nuove tecnologie e al ruolo da esse rivestito nella nostra vita quotidiana. Tempo fa ho scritto qualche riga in merito (Lezioni capovolte e nuove prassi: cosa c’è da sapere) e, nello stesso periodo, ho iniziato a riprogettare la mia didattica, i miei percorsi e le mie strategie per garantire un tipo di apprendimento autentico e basato soprattutto sulla motivazione.

Lo scorso anno, con la mia prima, abbiamo iniziato a lavorare insieme per gruppi di lavoro, abbiamo iniziato a sperimentare con coding e pensiero computazionale (e operato nelle piattaforme predisposte dal MIUR), affrontato discorsi sull’utilizzo delle nuove tecnologie (usato pc e LIM quasi quotidianamente), avviato laboratori scientifico-matematici. Certo è che, con l’utilizzo dei nuovi media e non solo, non ci siamo mai fatti sfuggire l’occasione per analizzare le immagini, provare a leggerne i contenuti da esse veicolati, riflettuto sui significati che spesso diamo per scontato. Questo è stato fatto in maniera trasversale in tutte le discipline che insegno (matematica, scienze, tecnologia e informatica) perché credo che sia anche questo il modo per stimolare e formare spirito critico, affinare la capacità di osservazione e generare consapevolezza.

Quest’anno ho deciso di rovesciare definitivamente la classe… o almeno di provarci in maniera concreta. Certo, siamo in seconda elementare… e quindi tutto andrà calibrato in base alle esperienze pregresse dei miei alunni, alla loro età, al contesto sociale in cui vivono, alla loro poca autonomia… ma mi sembra che tentare ne valga la pena. Ho reso note le miei intenzioni sia ai bambini che ai genitori e spero che questo progetto sperimentale possa coinvolgere la maggior parte di loro.

Così, ho iniziato il corso avanzato sulla Flipped Learning (sempre con Erickson) e iniziato il mio percorso. Ciò che emerso dall’attività di confronto, sui Forum con i colleghi iscritti al corso, sono prima di tutti i limiti e le difficoltà che si potrebbero incontrare in attivazione e in corso d’opera del progetto. Credo che sia fondamentale iniziare a progettare un percorso focalizzando l’attenzione sui limiti del nuovo approccio proposto e sulle problematiche che potrebbero insorgere. Solo così possiamo prevedere il rischio e prevenire l’insorgenza di problemi.

Insegnando in una classe seconda di scuola primaria (ma credo che questo sia un problema che investe tutte o quasi le classi delle elementari) una prima difficoltà sarà sicuramente l’utilizzo autonomo, da parte dei bambini, delle risorse caricate in rete. Secondo scoglio: essendo così piccoli e inesperti, avranno sicuramente bisogno di essere guidati e seguiti passo passo nei percorsi da attivare in modo da non correre il rischio di lavorare inutilmente e in maniera inadeguata. Terzo problema: la mia classe è su tempo pieno quindi, durante la settimana, non ha la possibilità di lavorare a casa di pomeriggio.

A questo punto dovrei sentirmi scoraggiata ma credo che sia opportuno agire così:

1. Il primo scoglio può essere superato in parte con il coinvolgimento dei genitori. Ho già predisposto la mia classe virtuale su Edmodo e almeno la metà dei genitori si sono iscritti. Durante la prima riunione ho iniziato ad anticipare loro qualcosa (informandoli anche della sperimentazione che avrei fatto a partire proprio da questo corso) con l’intento di informarli dettagliatamente con l’avvio del progetto. Non credo di averli colti di sorpresa perché immagino abbiano ormai intuito quale sia il mio modo di lavorare (condivido dallo scorso anno materiali su Google Drive, sanno che ho un mio blog in cui racconto delle attività fatte in classe, li ho resi partecipi del progetto quinquennale riguardante il coding e l’utilizzo delle nuove tecnologie avviato dallo scorso anno). Sono molto fiduciosa e anche fortunata: sono genitori molto attenti, collaborativi e partecipativi.  Gli unici ostacoli potrebbe essere o la mancanza di tempo (il lavoro li tiene spesso molto impegnati e mi rendo conto che stare dietro anche a queste “nuove diavolerie” possa scoraggiare anche i più tenaci) o la poca dimestichezza con le nuove tecnologie (o forse ci sono ancora famiglie che non hanno accesso a internet) … ma conto di organizzare lavori di gruppo anche a casa e un modo per venirsi incontro, se si vuole, lo si trova. 

2. Proprio per l’inesperienza dei miei allievi credo sia fondamentale un rovesciamento rovesciato – scusate il gioco di parole – nel senso che prima insegnerò loro a usare le nuove tecnologie in classe (a tutta LIM o in sala computer) suggerendo come operare semplicemente a casa (e informando anche i genitori) e fornendo gli strumenti base che consentano loro di lavorare serenamente. Loro sono molto affascinati dalle lezioni LIM che costruisco per loro… (ho già svelato qualche trucco) e l’idea di poter imparare a creare nuovi contenuti potrebbe essere un ottimo, nuovo stimolo.

3. Il problema del tempo scuola potrebbe essere risolto o facendoli lavorare in gruppo a scuola (di pomeriggio) oppure organizzando gruppi di studio-lavoro a casa nel week end… che siano di preparazione al lavoro da fare in classe.

Dopo aver analizzato la situazione ho creato la mia classe virtuale. Avrei potuto scegliere tra diversi ambienti a disposizione ma ho scelto Edmodo. Questa piattaforma è molto semplice da attivare e da utilizzare sia per noi docente che per i genitori e i bambini. A colpo d’occhio si riesce facilmente a capire come indirizzare al meglio le risorse, dove reperirle e come fruire dei contenuti. Inoltre garantisce la possibilità di avere scambi e confronti online in tutta sicurezza essendo un ambiente non aperto al pubblico ma che accoglie solo chi possiede il codice di accesso. Ma ecco come fare:

  1. La prima cosa da fare è andare sulla piattaforma Edmodo e, sulla home, accedere scegliendo uno dei tre tasti:  Insegnante (se dobbiamo creare la nostra classe), studente (se siamo studenti o genitori di piccoli alunni come nel mio caso) o  genitore (se vogliamo accedere in piattaforma solo per monitorare il lavoro di nostro figlio (qualora sia entrato autonomamente). edmodo1
  2. Se sei un insegnante che devi attivare la tua classe virtuale, dopo aver cliccato su SONO UN INSEGNANTE, ti verrà immediatamente richiesto di registrarti. Lo potrai fare tramite il tuo indirizzo email oppure con il tuo account Google.
  3. Una volta entrato nel tuo spazio in piattaforma Edmodo dovrai creare la tua classe (ne potrai creare diverse se vorrai, in base alle tue necessità): clicca “crea una classe” (parte sinistra della pagina) e si aprirà una finestra in cui inserire nome classe, il tipo di classe (es. Seconda elementare) e l’area disciplinare.
  4. A questo punto comparirà una finestra in cui viene indicato un codice che servirà per invitare studenti e genitori ad iscriversi al gruppo classe virtuale appena creato.
    edmodo2
    Questa pagina è un esempio, questo codice non è stato utilizzato. 

    Potete mandare tutto per email: codice da inserire e istruzioni per accedervi. Io ho scritto un’email alla rappresentante dei genitori della classe che gentilmente ha inoltrato agli altri genitori. Quando mandate l’email-invito vi consiglio di chiedere ai genitori di iscriversi direttamente con il nome dello STUDENTE (l’invito io lo mando ai genitori perché i miei alunni sono ancora piccoli per lavorare autonomamente su internet).

Come devono procedere i genitori-STUDENTI?

  1. Bisogna andare sempre nella pagina HOME a cui si accede anche come insegnante e cliccare il tasto SONO UNO STUDENTE
  2. Sarà necessario compilare i campi del nome e del cognome dell’alunno,  inserire un nome utente disponibile con password e registrarsi

    edmodo3
    Esempio Registrazione studente 😉
  3. A questo punto comparirà una finestra che consente di inserire indirizzo email del genitore in modo che possa tenere sotto controllo l’attività svolta in piattaforma.edmodo4
  4. A questo punto sarà possibile entrare nello spazio della classe virtuale creato dall’insegnante.
  5. I docenti visualizzeranno gli studenti iscritti e che faranno parte della classe ma allo stesso tempo potranno visualizzare i genitori associati a ciascun studente.

Nella piattaforma l’insegnante condivide documenti di qualsiasi tipo (inserendoli tra i materiali o linkando risorse in rete), manda messaggi e avvia discussioni, propone test, sondaggi e compiti. Lo studente può partecipare attivamente commentando i materiali proposti dall’insegnante, può interagire con gli altri membri del gruppo, fruire dei contenuti e svolgere i lavori assegnati. A sua volta avrà la possibilità di verificare i suoi progressi, se le attività sono state visionate e corrette dall’insegnante, ecc. I genitori invece possono soltanto assistere a ciò che succede senza poter scrivere o interagire. Certo, possono fruire dei contenuti e guidare i propri figli nella gestione delle attività.

Per ora i prossimi passi saranno: scrivere il progetto dettagliato che penso di portare avanti e che coinvolgerà le mie discipline (in modo particolare qualche argomento che si presta bene ad essere sviluppato con la FlipClass); rendere partecipi i genitori; coinvolgere la classe con piccoli “appuntamenti” virtuali in ambiente Edmodo; iniziare a perlustrare la piattaforma insieme, in classe, a tutta LIM; fornire i passi da compiere per iniziare la sperimentazione vera e propria.

Cercherò di documentare tutto il percorso… quindi stay tuned 😉

 

 

 

A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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2 commenti in “FLIP CLASS – La didattica della classe rovesciata (1). Predisposizione della classe virtuale su Edmodo”

  1. Salve Michela mi chiamo Maria Dattolo sono anche io una insegnante di scuola primaria della provincia di Crotone in Calabria , come te (ti do del tu come fra colleghe)amo mettermi in gioco convinta come sono che la scuola deve stare al passo con i tempi e rendere l’apprendimento motivante e stimolante agli alunni.La classe capovolta mi piace molto ma non saprei da dove cominciare tranne che iscrivermi alla piattaforma Edmodo come tu hai ben descritto sopra.Io non ho mai frequentato corsi di formazione sulla Flipped Learning, ne ho sentito parlare,ho letto qualcosa ma tutto qua. Desidererei molto cimentarmi in questo percorso che stuzzica il mio interesse e la mia curiosità. Ho quest’anno una classe terza alla quale vorrei trasmettere il mio entusiasmo per il nuovo,avevo già pensato di fare usare il tablet in classe,visto che non abbiamo la LIM , come sussidio didattico per arricchire e/o completare le varie attività.Cosa mi consigli di fare?
    Grazie, un saluto caloroso Maria Dattolo.

    1. Cara Maria, come avrai visto sulla flipped learning ho scritto diversi post soprattutto stimolata dai due corsi di formazione (che mi hanno permesso di sperimentare con la mia classe ma in particolare di confrontarmi con insegnanti di tutta Italia provenienti da scuole di ordine e grado diverso dal mio) e dalla voglia di mettermi in gioco. Il metodo mi piace anche se per i bambini della primaria è necessario applicarlo con delle varianti. Mentre alle scuole secondarie il discorso dell’autonomia nell’utilizzo delle nuove tecnologie gioca a favore del metodo, nella primaria i bambini devono operare con l’aiuto e la presenza dei genitori. Non ritengo opportuno che bambini così piccoli debbano navigare da soli o utilizzare da la piattaforma senza il controllo dei genitori e di noi insegnanti. Io ho lanciato alcune attività in piattaforma, con la preziosa collaborazione dei genitori che hanno fatto lavorare i bambini in piccoli gruppi, e poi svolto gran parte delle attività in classe ma a livello operativo e senza strumenti multimediali. Non uso in classe il tablet e non ho esperienza in questo (lo uso io e anche i miei figli… ma a scuola è diverso). Insegno ai miei piccoli studenti l’utilizzo della LIM e del PC in aula informatica puntando soprattutto sulla sensibilizzazione all’utilizzo consapevole e attento di questi mezzi di comunicazione. Siamo solo all’inizio però… e il discorso è lungo e complicato. Ci sono tutta una serie di piccoli e importanti accorgimenti che vanno adottati e che devono tener conto della sicurezza dei nostri alunni. Ecco, non voglio certo scoraggiarti ma quello che voglio dirti è che rovesciare la classe si può ma a piccole dosi e, a mio avviso, ognuna di noi deve trovare il modo giusto per farlo in base anche ai propri alunni e ai genitori. Fammi sapere come va e continua a seguirmi… perché qualche lezione rovesciata la farò pure durante questo anno scolastico. Buon lavoro e buon entusiasmo!!!

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