Nuove avventure: UmaniDigitali!

Ho intrapreso un viaggio e chissà cosa scoprirò questa volta. Il “Caronte ciceroniano” (passatemi questo nuovo termine appena coniato… da me per l’appunto!) che mi porterà alla scoperta di nuova conoscenza e sicuramente – come ha già fatto anni fa quando seguii il corso Coding in your classroom, now! –  nuove curiosità e nuovi stimoli, è il mitico professor Alessandro Bogliolo. A lui il merito di essere riuscito, in questi anni, a coinvolgere un numero straordinario di docenti di tutto il Paese alle buone prassi del pensiero computazionale avvicinandoli al coding e stimolando una serie di iniziative nazionali e internazionali intorno a questo nuovo ed interessante modo di pensare la didattica. Per saperne di più andate a cercare nel mio blog gli articoli sul coding e sul pensiero computazionale. A questo punto, Bogliolo: un nome, una garanzia. Questa volta compiremo

“un viaggio nella storia dell’uomo alla ricerca del significato di uno degli aggettivi più utilizzati e fraintesi dei nostri tempi: “digitale”

citando le parole del prof. direttamente dalla piattaforma mooc.uniurb.it nella quale è possibile iscriversi, frequentare l’intero corso e avere anche un accredito formativo relativo alla frequenza. Lunedì scorso ho seguito la prima lezione in streaming sulla piattaforma (ma fate conto che è presente anche on-demand una volta iscritti) e non vedo l’ora di proseguire il percorso alla scoperta dell’umano digitale. Il programma è variegato e sviluppa una serie di argomenti sul significato di digitale, termine usatissimo e che si porta dietro in realtà una marea di suggestioni e significati. Durante la prima lezione introduttiva si è iniziato a capire cosa intendiamo per digitale (anche in rapporto al termine antagonista “analogico”), quanto il concetto stesso di digitale vada ben oltre le nuove tecnologie ma sia molto più “umano” di quanto noi pensiamo. Attraverso una serie di esempi mirati e di facile intuizione emerge quanto il digitale, di per sé, abbia molto a che fare con la nostra natura umana. A partire dalle convenzioni grafiche che utilizziamo per esprimerci attraverso la scrittura sino all’utilizzo di simboli di facile comprensione, il digitale è ovunque: nella scrittura, ad esempio. È digitale, in effetti, tutto ciò che riesco e posso rappresentare in cifre o lettere in una sequenza finita tratta da un alfabeto finito (e convenzionalmente stabilito e riconosciuto). E così, in maniera molto affascinante – e didatticamente interessante – il digitale si ritrova a braccetto con il linguaggio. Linguaggio che utilizziamo per esprimerci oralmente o con la scrittura? Linguaggio delle immagini? Linguaggio matematico? Linguaggio musicale? Ebbene sì, questo è molto altro. È facile intuire quanto allora il legame con l’essere umano sia molto stretto a partire dai così detti nativi digitali… che sarebbero le nuove generazioni, quelle che hanno avuto la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie informatiche a partire dai primissimi anni di vita e imparando in maniera spontanea ad utilizzarle (faccio cadere qui il discorso sull’uso consapevole di queste tecnologie… perché dovrei aprire una parentesi enorme e complessa, sviando l’attenzione dal discorso sul digitale). Ma siamo certi che i nativi digitali siano solo loro? Il professor Bogliolo solleva questo quesito e afferma che la rivoluzione digitale è iniziata nella preistoria. Durante l’intero corso cercheremo proprio di riflettere anche su questo aspetto e comprenderemo quanto umano e digitale corrano di pari passo. Questo mi fa riflettere ancora una volta su quanto emerso durante questo anno scolastico con i miei alunni parlando di tecnologia. Abbiamo infatti notato quanto la tecnologia sia una scienza che corre a braccetto con altre scienze e discipline: con le scienze naturali (“Maestra, studiamo in tecnologia i materiali ma per sapere le caratteristiche dei materiali dobbiamo ricordarci quanto studiato in scienze: materia organica e inorganica, le caratteristiche in base alla composizione molecolare, ecc”); con l’informatica (le nuove tecnologie, quelle più sofisticate, quelle che hanno permesso agli esseri umani di svolgere tutta una serie di attività in maniera più veloce e efficiente, di portare avanti in maniera veloce ed efficiente le informazioni e la loro rielaborazione, ad esempio); con la storia. Sì, con la storia. Perché l’evoluzione dell’essere umano procede di pari passo proprio con lo sviluppo della tecnologia. Spinti dalla necessità di migliorare le loro condizioni di vita, gli umani si sono ingegnati da subito per trasformare la materia prima, costruire nuovi oggetti, inventare nuovi sistemi e migliorare la loro realtà. Un processo lungo e faticoso che ci ha fatti arrivare sino a qui. Una rivoluzione incredibile che inizia proprio nella preistoria e che, per una serie di ragioni (pensiamo alla nascita del linguaggio e poi della scrittura) è digitale.

Il corso promette grandi cose. Sicuramente nuova linfa vitale per noi insegnanti con sete di avventura, con la voglia di creare nuovi percorsi e far scoprire ai nostri alunni nuovi mondi. Soprattutto per noi insegnanti che cerchiamo di stimolare pensiero critico. Ogni tema affrontato e sviluppato in piattaforma potrà diventare un percorso da sviluppare e approfondire in classe. Credo che questa sia un’ottima opportunità da non farci sfuggire e, come ho fatto quattro anni fa con il primo corso sul coding, suggerisco e segnalo questo nuovo percorso formativo. Per saperne di più andate sulla piattaforma mooc.uniurb.it. Vi posso anticipare gli argomenti prossimi: Homo Sapiens; La nostra storia; L’informazione e le sue forme con attività pratiche svolte in classe documentate da una produzione originale di RAI Cultura in 7 puntate, che andranno in onda durante il corso (le scelte, le quantità, la narrazione, le immagini, la musica, i video, la ridondanza); ICT; Cultura digitale; Diritti umani.

Mi sembra abbastanza succulento per darci un’occhiata. Buona formazione a tutte e tutti!

 

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