Disturbi Specifici dell’Apprendimento: (1) caratteristiche e consigli pratici

difficoltàInsegnanti e genitori non possono più concedersi il lusso di ignorare i disturbi specifici dell’apprendimento. Prima di tutto perché è pieno diritto di ogni bambina e bambino poter apprendere nel modo migliore per le proprie peculiarità, in secondo luogo perché lavorare insieme, senza lasciare indietro nessuno, è fondamentale per la classe e gli insegnanti tutti. Prendere per mano un bambino in una fase così delicata e importante della sua crescita è doveroso e consente al bambino stesso, insieme a genitori e insegnanti, di trovare la strada giusta per mettere a punto tutte le abilità acquisite e poterle organizzare al meglio al fine di  procedere nel suo sviluppo psicologico, sociale, educativo ed intellettuale con serenità. La scuola, in concerto con i genitori, deve accompagnare l’alunno in questo percorso e renderlo autonomo nella gestione delle proprie capacità. Oggi giorno le forme di DSA vengono diagnosticate entro la terza classe della scuola primaria (prima, dicono gli esperti, è impensabile poter procedere a certificazione) ma è già possibile consigliare ai genitori dei colloqui preventivi, con gli esperti del settore, in modo da monitorare con attenzione situazioni latenti che potrebbero o meno sfociare in un disturbo specifico. Parlandoci chiaro: se riusciamo a anticipare i tempi di prevenzione e attuare sin dalla seconda classe delle strategie ad hoc (adottando misure dispensative e strumenti compensativi) il bambino potrà evitare di sentire il peso dell’insuccesso e dalla mancata riuscita degli obiettivi preposti. Lo scoraggiamento e l’abbattimento sono i peggiori nemici dei bambini che soffrono di disturbi specifici dell’apprendimento.

Come ben sappiamo i DSA interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico come l’abilità di lettura, di scrittura e di calcolo. Ricerche attuali evidenziano che questi disturbi sono legati alla sfera neurobiologica ma allo stesso tempo hanno una matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabile attraverso interventi mirati. Ecco le caratteristiche di ciascun disturbo.

DISLESSIA. Si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata e istruzione ricevuta. In generale, l’aspetto evolutivo della dislessia può far somigliare questo disturbo a un semplice rallentamento del regolare processo di sviluppo.

DISLESSIA
Caratteristiche della dislessia in età prescolare
Dislessia scolare
Caratteristiche della dislessia in età scolare

Per l’alunno dislessico leggere implica uno sforzo che richiede molto impegno, perché non viene fatto in maniera automatica. Questo crea stanchezza e errori nella lettura. Diventa difficile lo studio delle tabelline, la scrittura e la comprensione di note musicali, la lingua straniera, la memorizzazione di termini specifici, il prendere appunti e la tenuta del segno durante la lettura.

DISGRAFIA. Si manifesta con uno scarso controllo degli aspetti grafici e formali della scrittura manuale, è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione. Si presenta soprattutto nel passaggio al corsivo, con minore influenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura.

Disgrafia
Caratteristiche della disgrafia

È consigliabile prestare molta attenzione alla corretta postura e impugnatura della matita (sono utili le matite grosse e l’uso di impugnature aggiuntive che guidino anatomicamente la posizione delle dita). Utile far tracciare linee rette, spezzate, curve, anelli, ecc. ma anche l’esecuzione di cornicette geometriche. È meglio usare le righe di prima e terza elementare, usare quaderni coi margini colorati differentemente (evidenziare, soprattutto nel primo periodo, il rigo di scrittura), usare quaderni a quadrettoni o da un rigo. È inutile sovraccaricare l’alunno di esercizi per migliorare il segno grafico (non dipende infatti dalla sua buona volontà) e sono invece consigliabili le tabelle pro-memoria dei caratteri alfabetici.

DISORTOGRAFIA. Riguarda la difficoltà di utilizzare il codice linguistico in quanto tale. È una sorta di disordine di codifica del testo scritto, che viene fatto risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura, responsabili della transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto.

Disortografia
Caratteristiche della disortografia

Utili gli esercizi specifici riguardanti l’apostrofo, l’acca, l’accento, la ricerca di categorie grammaticali e la memorizzazione delle eccezioni. È inoltre importante favorire lo sviluppo delle abilità legate alla pianificazione, stesura e revisione del testo. È inutile, o quasi, far ricopiare più volte i testi o gli errori ortografici come forma di allenamento.

DISCALCULIA. Riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica di base), sia in quella delle procedure esecutive del calcolo. Per quanto riguarda l’intelligenza numerica di base interessa il riconoscimento immediato di piccole quantità, i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Per quanto concerne invece le procedure, sappiamo che la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive riguardanti il calcolo scritto: lettura e scrittura dei numeri, incolonnamento, recupero di fatti numerici, algoritmi del calcolo scritto.

discalculia
Caratteristiche della discalculia

Ovviamente questi segnali possono essere colti da insegnanti e genitori ma sono poi gli specialisti ad occuparsi della somministrazione di test elaborati appositamente e a procedere, qualora i test e i colloqui risultassero positivi, in un percorso che aiuti il bambino ad elaborare delle strategie che favoriscano il normale proseguimento degli studi. Noi insegnanti possiamo adottare tutta una serie di strumenti compensativi (grazie anche all’utilizzo delle nuove tecnologie e ad una serie di supporti che facilitano il lavoro dell’alunno) e adottare misure dispensative come evitare di somministrare alcune schede particolari o invece utilizzare prove di verifica più consone ai loro bisogni. Ma a questo vi rimando alla prossima puntata 😉 Inserirò anche qualche materiale elaborato da me.

Nel frattempo, per saperne di più vi rimando alla pagina  Tutto DSA e anche ad un test gratuito per valutare la velocità di lettura dei vostri alunni.

A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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