Quando la maestra è in vacanza. L’universo vegetale: letture piacevoli in vista del prossimo anno scolastico

Il bello del mio mestiere è che mi “costringe” (fossero tutte così le costrizioni a cui mi sento sottoposta) a fare dell’esperienza quotidiana, mia e dei mie alunni, un capro espiatorio per andare alla volta di nuovi argomenti da studiare o approfondire. Ogni anno scolastico porta solitamente nuovi interessi e piacevoli scoperte che nutrono la mia sete di sapere ma, allo stesso tempo, mi aiutano ad approfondire argomenti che tratterò in classe con la speranza di suscitare nuove curiosità anche nei miei bambini. La scoperta che ha sicuramente segnato l’anno scolastico appena concluso riguarda l’universo dei vegetali e, in modo particolare, gli studi del professor Stefano Mancuso. Devo ammettere che il mio rapporto con le piante non è mai stato idilliaco per via del mio “pollice nero” e per la mia poca predisposizione al giardinaggio. La mia frase ricorrente è sempre stata “Sono in grado di far morire pure la gramigna!”. Inoltre non sono mai riuscita a memorizzare nomi di piante e fiori limitandomi sempre a studiare i classici fondamentali sul mondo dei vegetali o, tuttalpiù, vedendo qualche documentario al riguardo. Ma due anni fa, quando insegnavo in seconda, qualcosa è cambiato. L’incontro con il professor Lumini (che ha curato un meraviglioso laboratorio di Green Economy nella mia classe) ha aperto nuovi orizzonti per la mia traiettoria di interesse e così ho iniziato a vedere le cose da un altro punto di vista. Il primo approccio è stato di natura “artistica”. La mia passione per l’arte ha aperto quello spiraglio che mancava e con i libri di Paul Klee “Teoria della forma e della figurazione – volume I e II” e “Confessione creatrice e altri scritti” ho iniziato ad esplorare, ripercorrendo i suoi passi, il mondo incantato dei vegetali e della natura. Questo percorso ha poi dato vita ad un interessante laboratorio a conclusione del percorso con il professor Lumini (che ho ampiamente documentato sul mio sito) lasciando però in sospeso curiosità e suggestioni che presto hanno trovato nuova linfa vitale nei libri del professor Mancuso.

In classe terza abbiamo approfondito in maniera diversificata, quindi scostandoci spesso dall’approccio didascalico fornito dal libro di adozione, il ciclo vitale degli esseri viventi rendendoci conto che sugli animali le nostre conoscenze erano abbastanza diversificate. I bambini leggono, si interessano, vedono documentari sul mondo animale. Quanti libri per la primissima infanzia raccontano di animali e delle loro abitudini? Quanti documentari passano in tv sul mondo animale? Quante volte ci si ritrova in famiglia a parlare di animali? Ecco che le informazioni e le curiosità corrono di pari passo con quanto poi viene approfondito e sviluppato a livello scientifico a scuola. Differente è invece l’approccio al mondo dei vegetali… spesso avvolto nel mistero o ritenuto magari poco interessante. Gli animali interagiscono, compiono imprese, si muovono, vanno alla ricerca del cibo… si uniscono in comunità. Le piante invece son lì, ferme, in silenzio, solitarie… Ma ne siamo certi? In realtà non è affatto così. Negli ultimi decenni, come mette in luce il professor Stefano Mancuso (scienziato di fama internazionale che si occupa di Neurobiologia vegetale e inserito nel 2013 nella classifica dei “world changers”), sono state fatte delle scoperte straordinarie sull’universo vegetale che cambieranno il nostro approccio nei confronti delle piante che ci circondano ma, molto di più, ci costringeranno a prendere atto che la specie animale – uomini inclusi –  non è sicuramente quella predominante.

Come mi sono avvicinata alla lettura di libri divulgativi scientifici?

Sono una divoratrice di libri dall’età di sei anni (appena ho iniziato a leggere e mia madre mi ha permesso di andare da sola a prendere libri nella biblioteca sotto casa) e ho sempre letto romanzi e saggi che riguardavano le mie passioni: musica, cinema, arte… storia. Per motivi di studio e di interessi nati poi con il tempo ho iniziato ad appassionarmi alla filosofia (e non tengo conto degli approfondimenti accademici su pedagogia, psicologia, matematica che sono sempre costanti) e solo di recente alle scienze. Ovvio è che un conto è leggere un romanzo e un altro è leggere un saggio di scienze. Ho iniziato a leggere qua e la trovando spunti interessanti ma la vera rivoluzione è avvenuta con il libro “L’incredibile viaggio delle piante” di Stefano Mancuso. Ecco, se c’è una cosa che bisogna leggere è questo libro! Oltre all’aspetto non trascurabile di essere bello esteticamente, per via della curata rilegatura e degli acquerelli che accompagnano la lettura pagina dopo pagina, è scritto in maniera magistrale. Brevi racconti che hanno come protagoniste le piante e le imprese straordinarie compiute nei secoli per garantire la sopravvivenza della specie ed espandersi anche in situazioni di gravi difficoltà. Racconto dopo racconto emerge la straordinaria caparbietà delle piante nell’utilizzo di strategie e sistemi per adattarsi a qualsiasi situazione, per portare avanti la loro inarrestabile espansione e non soccombere alle specie animali. In sei capitoli, che racchiudono tre storie ciascuno, l’autore racconta una pianta per volta e la storia che l’ha contraddistinta: storie di pionieri, fuggitivi, reduci, combattenti, eremiti, signori del tempo… che non sono uomini o donne ma piante! Racconti avvincenti, curiosi, carichi di fascino e che portano a riflettere su quanto le piante in realtà siano molto simili a noi pur essendo così profondamente diverse. Mentre lo leggevo ero così entusiasta dai racconti che spesso ho chiamato vicino a me i miei figli per leggere a voce alta una delle avventure narrate e, alla prima occasione (soprattutto quando in classe si parlava dei semi) ho letto qualcosa anche ai miei alunni. Grazie a questo libro ho anche arricchito il mio percorso sugli esseri viventi in classe terza.  Ciò che mi ha colpito di più però è stata la capacità di trasmettere tante informazioni scientifiche sul mondo dei vegetali in maniera semplice e narrata. Questo mi ha stimolata a cercare altri libri dello stesso autore segnando profondamente le mie letture estive e stimolando per il nuovo anno scolastico una fucina di nuove idee!

Con il libro “Botanica. Viaggio nell’universo vegetale” si procede alla scoperta dei segreti della Natura. Mancuso mette in evidenza quanto gli scienziati si siano poco occupati del mondo dei vegetali dedicandosi per secoli al mondo animale e ignorando o trascurando le piante. All’analisi storica di come siano andate le cose, e del perché probabilmente ci sia stato per troppo tempo un totale disinteresse o addirittura un certo snobismo nei confronti di questo regno, si accosta quella dell’evoluzione del campo di studi della botanica (inizialmente mera scienza della scoperta, osservazione e catalogazione delle specie vegetali) alla neurobiologia vegetale. Ciò che sorprende di più sono le scoperte che da Darwin (primo tra i pionieri nel considerare le piante qualcosa di più di una specie più simile ai minerali che agli animali) hanno portato agli studi recenti: le piante infatti non solo si nutrono e crescono ma respirano, comunicano tra loro, reagiscono ai mutamenti dell’ambiente circostante, si muovono, imparano e memorizzano. Sono organismi complessi (ancora misteriosi per noi esseri umani) che propongono modelli innovativi anche per il nostro sistema organizzativo da prendere come esempio. Si parla di alberi migranti, di società democratiche, dei misteri della fotosintesi (perché in realtà ne conosciamo solo alcuni aspetti mentre altri sono ancora oggetto di studio e mistero), della natura psicoattiva delle piante, del problema del disboscamento. Con questo libro potrei progettare la programmazione di scienze per i prossimi due anni (e se potessi tornare indietro la svilupperei, con questo spirito, già dalla prima classe). Ciò che ho amato di più in queste pagine è il tipo di approccio alla disciplina e l’idea che questa sia una scienza tutta da scoprire e sviluppare che porterà a grandi cambiamenti futuri. Insomma, le piante (per chi ancora non l’avesse compreso) sono l’unica chiave di volta che ci consentirà di non soccombere al tracollo del nostro Pianeta.

Se “Botanica” è un libro che pianta il semino della curiosità e favorisce un primo approccio con la neurobiologia vegetale “Verde Brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale” ne è sicuramente il germoglio rigoglioso. Vi mostro la quarta di copertina per capire brevemente di che si tratta:

Mancuso mette in luce, attraverso la sua scrittura scorrevole e molto piacevole da leggere pur affrontando argomenti scientifici che parrebbero complessi, quanto le piante non siano affatto organismi inferiori ma tutt’altro: comunicazione, intelligenza, apprendimento, memoria non sono prerogative umane! Le piante utilizzano sistemi molto più complessi e spesso maggiormente efficienti dei nostri e noi avremmo molto da imparare da loro. Insomma… pagina dopo pagina ci rendiamo conto che il famoso detto “sei un vegetale” utilizzato per schernire qualcuno incapace di compiere azioni è del tutto inadeguato perché i vegetali hanno molto da insegnarci e, rispetto a noi animali (che occupiamo una piccola percentuale nel nostro Pianeta), sono gli esseri viventi che detengono il predominio proprio per le loro straordinarie capacità. Rispetto all’altro libro questo è molto più ricco di informazioni scientifiche, sia a livello divulgativo che linguistico, ed entra nel vivo del problema, del nuovo approccio degli scienziati e delle prospettive future a partire sempre e comunque dal passato. Un libro interessantissimo da studiare ma anche da leggere per puro piacere che mi ha completamente rapita!

Con “Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro” si scorge una barlume di speranza per le sciagure create dalla nostra specie a discapito dell’ambiente e quindi di noi stessi. L’approccio di Mancuso e della nuova scienza si ricongiunge al discorso della biomimetica: quanto possiamo imparare dalle piante per sviluppare le nostre nuove tecnologie e rispondere ai problemi del nostro Sistema Terra? Un libro, questo, che esplora il mondo vegetale per immaginare il futuro dell’umanità proprio a partire dall’osservazione delle piante.

“LE PIANTE CONSUMANO POCHISSIMA ENERGIA. HANNO UN’ARCHITETTURA MODULARE. UN’INTELLIGENZA DISTRIBUITA E NESSUN CENTRO DI COMANDO: NON C’È NULLA DI MEGLIO SULLA TERRA A CUI ISPIRARSI”

Un libro bello da leggere e da possedere: interessante nei contenuti e molto ricco di immagini fotografiche nelle quali perdersi. Non vi svelo altro… questo è un libro da scoprire e da tenere sempre a portata d’occhio.

Arriviamo infine al suo ultimo lavoro, pubblicato nel 2019 (che non ho ancora letto per la ragione che vi spiegherò) e destinato a diventare fonte di ispirazione per le generazioni future: “La nazione delle piante”. Alcuni mesi fa ho seguito la presentazione del libro da parte dello stesso autore nella trasmissione di Manuel Agnelli su rai3 “Ossigeno”. Un libro illuminante. Si tratta di una carta dei diritti dei viventi scritta dalle piante. In 8 articoli Stefano Mancuso cerca di immaginare una Costituzione fondata dalla piante, perché ispirata alla vita delle piante e ai sistemi complessi che adottano per la sopravvivenza, che dev’essere fonte d’ispirazione e anche monito per costruire il nostro futuro. Insomma, se noi prendessimo come esempio le piante sicuramente potremmo vivere meglio e più a lungo.  Una Costituzione che si basa sul rispetto, la cooperazione, la libertà, i diritti inviolabili… e non solo. Ogni articolo si porta dietro storie di piante e di esseri umani che mettono in evidenza la veridicità degli stessi. Io leggerò il libro in prossimità del rientro a scuola perché da questi otto articoli svilupperò un percorso di educazione civica che parte proprio da questa semplice e fondamentale Costituzione. Ogni articolo consente infatti di stimolare dibattiti e sviscerare i problemi sino al cuore della radice a partire dalla piante (il micro/mega mondo sconosciuto) per arrivare alla nostra Società. Cito a tal proposito un articolo che mi piace molto e che è molto attuale:

“Art. 7 – La Nazione delle Piante non ha confini. Ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione”

Ma vi accorgerete ben presto che nella Carta dei diritti delle Piante si parla anche dei diritti degli esseri umani e di tutti i viventi che popolano il nostro Pianeta. Insomma, non vedo l’ora di leggerlo e mettermi all’opera per ideare un percorso da sviluppare in questi due ultimi anni di scuola con la mia bellissima classe.

Buon proseguimento di estate e buone letture!

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