Matematicando in classe seconda. Un percorso sull'euro

20180319_104021.jpgIn questo periodo, in tecnologia, stiamo parlando della carta e ci è capitato di parlare anche di banconote. I bambini hanno mostrato molta curiosità per il denaro sia dal punto di vista della fabbricazione ma anche  per le varie divise esistenti nei Paesi di tutto il mondo. Qualcuno ha dubbi sull’euro da un punto di vista territoriale (visto che comunque le competenze politico-geografiche non sono ancora state acquisite): “Dove si usa? Ma se vado a Roma uso l’euro o devo avere altri soldi? E invece a Parigi?” Così dalla carta ci siamo spostati al denaro e, in modo particolare, all’euro. In classe seconda i bambini iniziano a conoscere le monete e le banconote imparando ad effettuare semplici cambi e a risolvere facili situazioni problematiche. Di grande aiuto i problemi per immagini nel libro La linea del 100 di Bortolato. I bambini risolvono intuitivamente situazioni problematiche con l’euro e imparano a rappresentate con facili schemi e immagini i problemi da risolvere. Allo stesso tempo imparano a inventare problemi da proporre ai compagni (ma questo è un altro laboratorio che proporrò a fine anno quando mi dedicherò in maniera serrata ai problemi).

Prima giornata. Nella prima lezione dedicata, sono arrivata in classe con il kit dell’euro in dotazione a scuola, la mia raccolta di monete da tutto il mondo (grazie a mio padre che ha girato, per lavoro, un po’ tutto il nostro pianeta 😉 ) e un libro speciale. Durante la prima lezione abbiamo iniziato esplorando le varie divise: a piccoli gruppi i bambini son venuti alla cattedra, hanno osservato le caratteristiche delle monete estere e cercato di capire le differenze. Ho raccontato loro che tempo fa in molti Stati europei, prima dell’euro, si usavano monete e banconote diverse (Peseta spagnola, Franchi francesi, Marchi tedeschi, Lire italiane, ecc…) e cercato di capire il perché, con il tempo, si è optato per l’adozione di una moneta unica europea. I bambini hanno mostrato molta curiosità e fatto ipotesi costruttive. Alla lavagna abbiamo raccolto le idee e tirato le somme. Poi abbiamo osservato le vecchie lire e le loro “evoluzioni” nel tempo per poi arrivare agli euro. Ci è stato di grande aiuto il libro delle Discipline e soprattutto il kit dell’euro a nostra disposizione. Procedendo di pari passi con il libro e il kit, i bambini hanno manipolato quantità e osservato le caratteristiche delle monete e delle banconote. Siamo partiti dalle monete di minor valore sino ad arrivare ai tagli più grandi delle banconote. Man mano che aumentava il valore si è provato ad operare dei cambi e capire valori equivalenti. Alla lavagna fornivo ipotesi e loro, ai banchi, lavorando in gruppo, cercavano le soluzioni. “Quante monete da un centesimo mi servono per ottenere due centesimi? Quante monete da 2 centesimi per ottenere 20 centesimi?” Insieme abbiamo iniziato ad elaborare strategie di calcolo per operare cambi e ragionare coi numeri. Abbiamo provato a capire perché mi servono 10 monete da 10 centesimi per avere un euro e iniziato anche a capire come funzionano i numeri decimali. Ho mostrato loro come poter incolonnare i centesimi (che vanno segnati con la virgola, e ottenere comunque un risultato convincente). Se sommo infatti dieci monete da 0,10 alla fine ottengo proprio un euro. Questo tipo di discorso è saltato fuori per una questione di curiosità e per stimolare la loro attenzione. È ovvio che non siamo ancora pronti per affrontare i numeri decimali ma è anche vero che molti bambini hanno già intuito quali siano le regole che stanno alla base dei numeri. C’è anche da dire che la mia classe ama quando “tutti i numeri tornano al posto giusto e, quasi come per magia, riusciamo a dimostrare che funzionano alla perfezione”. Dopo aver scritto alla lavagna tutte le nostre scoperte, e giocato coi cambi (abbiamo veramente lavorato sodo: due ore di attività serrata) tipo “Vediamo in quanti modi possiamo ottenere 5 euro con i soldi a vostra disposizione” ecc, ho lanciato alcune sfide di gruppo. Ad ogni bambino ho assegnato una somma comprendente le 8 diverse tipologie di monete euro (per un totale di 3 euro e 88 centesimi a testa). Poi ho chiesto di racimolare una somma per gruppo che li obbligasse a lavorare insieme e a condividere le monete. Ad esempio “Adesso voglio che ciascuna isola di lavoro raccolga esattamente  11 euro e 74 centesimi (11,74 scritto alla lavagna)“. Una volta che ogni isola ha terminato il lavoro ho chiesto di scrivere la somma delle monete riunite per tipologia. Ad esempio “Ho ottenuto 11,74 in questo modo: 4 monete da 2 euro + 3 da 1 euro + 1 da 0,50 + 1 da 0,20 + 2 da 0,02“. Scrivendo alla lavagna le varie soluzioni possibili ci siamo resi conto che è possibile manipolare le quantità in tanti modi diversi e ci siamo pure divertiti. Per scrivere le somme ci siamo serviti della moltiplicazione, dell’addizione e anche delle parentesi… anticipando un discorso di espressioni algebriche… che verranno affrontate tra molto tempo ma che, in questo caso, si sono rivelate utili. Infatti abbiamo scritto: (2€ x 4) + (1€ x 3) + 0,50 + 0,20 + (0,02 € x 2) = 8 € + 3 € + 0,50 + 0,20 + 0,04 = 11,74 €. Abbiamo poi operato con le banconote e le monete insieme e svolto alcuni semplici esercizi sull’euro riguardanti confronti di quantità, cambi e resti.

Seconda giornata. Propongo un attività diversa dal solito che molto si avvicina ai compiti di realtà di cui tanto si parla… ma con piccole variazioni. Per farlo mi avvalgo del solito kit euro e poi del libro “Fiabe e racconti per imparare: percorsi in gruppi cooperativi e schede per attività individualizzate” di Carlo Scataglini, Edizioni Erickson. È un libro interessante, rivolto ai bambini della scuola primaria, che partendo da fiabe e racconti sviluppa e propone una serie di percorsi e attività di gruppo per sviluppare e acquisire competenze nelle aree linguistiche, logico-matematiche e socio-comunicative. Tra questi è previsto un percorso sull’euro che ho deciso di modificare in base al livello di competenza dei miei alunni e al mio modo di lavorare. Vediamo come abbiamo lavorato.

Prima di tutto ho suddiviso la classe in gruppi di lavoro eterogenei composti da 4 bambini ciascuno. Ho consegnato a ciascun gruppo un foglio a quadretti e un foglio bianco. Sul foglio a quadretti, in alto, il nome del gruppo con i suoi componenti. Ad ogni componente del gruppo assegno un colore e un ruolo: BLU per chi deve scrivere, ROSA al cassiere, VIOLA ad leader, DORATO al controllore dei calcoli. Sul foglio a quadretti si dovrà progettare e scrivere il lavoro da svolgere e le missioni da compiere mentre il foglio bianco è per i calcoli in colonna, se dovesse servire. Entrambi i fogli andranno consegnati al termine del laboratorio. Spiego ai bambini che questo particolare compito verrà valutato tenendo conto del raggiungimento di una serie di obiettivi sia DIDATTICI (comprendere un testo e riconoscere le sequenze narrative; riconoscere e saper utilizzare l’euro; saper effettuare calcoli semplici e complessi per risolvere situazioni problematiche) che SOCIALI (saper lavorare in gruppo; saper esporre le proprie idee e proposte e saper ascoltare quelle degli altri; saper fornire e chiedere aiuto ai compagni; essere in grado di gestire situazioni complesse insieme agli altri). A questo punto spiego ai bambini cosa accadrà: leggerò loro una storia in cui i protagonisti, di volta in volta, dovranno compiere una missione e loro dovranno aiutarli nell’impresa calcolando con gli euro e risolvendo piccole situazioni problematiche. Spiego come lavorare in gruppo e come utilizzare i due fogli. Poi consegno a ciascuno una scatolina con una serie di monete e banconote in euro che serviranno per effettuare i cambi o i resti… una sorta di banca che gestirò io in corso d’opera spiegando di volta in volta come utilizzarla.

20180323_120445.jpgLa storia che ho utilizzato racconta di un re che, ormai vecchio, decide di cercare tra i suoi più fedeli sudditi un valido successore. Convoca un cavaliere e un soldato affidandogli una missione: dimostrare di essere degno a succedere al trono compiendo una missione a loro scelta, disponendo di 100 euro ed impartendo un ordine ai sudditi senza che nessuno possa opporvisi. Si presenta al cospetto del re anche un umile servitore che viene accettato tra i candidati. Per farla breve: il soldato acquista delle divise per cinque uomini (strappandoli alle loro famiglie) costretti a seguirlo nell’impresa di conquistare un regno pacifico nelle vicinanze; il cavaliere chiede e ottiene le cinque vacche più grasse da dei poveri allevatori per attirare un terribile drago e ucciderlo; il servitore ottiene di poter regalare i terreni del regno consegnandoli a cinque poveri contadini affinché possano lavorare la terra e guadagnarsi da vivere per sfamare le loro famiglie.

Mano mano che leggo la storia mi fermo ad ogni impresa compiuta dai tre protagonisti. Ogni gruppo ha a disposizione 300 euro (100 per personaggio) che dovrà utilizzare al momento opportuno. Infatti ogni personaggio acquista in un emporio degli oggetti e i gruppi devono segnare la quantità di merce, il prezzo in euro di ciascun pezzo e infine calcolare la spesa complessiva tenendo anche conto degli eventuali soldi rimasti in base al budget assegnato dal re. La prima missione è guidata da me: spiego ai bambini come segnare le spese e insieme cerchiamo di capire come procedere nella risoluzione del problema e nei calcoli. Offro loro degli input e poi seguo il lavoro di ciascun gruppo. Per loro è difficile trovare strategie comuni o gestire bene i ruoli. Ma con il mio supporto acquisiscono sicurezza. Una volta stabilita la spesa complessiva e il danaro rimasto, verificato i calcoli dei vari gruppi insieme alla LIM, chiedo loro di lavorare con le banconote e le monete utilizzando i 100 euro e la cassa-banca-emporio assegnata. Il lavoro procede bene e via via i bambini iniziano a lavorare in autonomia imparando a gestire i problemi, a calcolare serenamente con l’euro, a prendere i resti e a cambiare le banconote necessarie. Si verificano situazioni di conflitto che via via si dipanano.

Dopo due ore abbondanti le tre missioni sono compiute e facciamo una pausa. Finita la ricreazione leggo il finale della storia ma prima ripercorriamo insieme tutto il racconto. Il finale vede salire al trono l’altruista servitore che decide di rendere felici dei poveri contadini guadagnandosi la stima del re che proclama: “Il mio umile e fedele servitore ha fatto e ha detto la cosa giusta. Questo regno sarà conosciuto in tutto il mondo perché in esso non ci saranno persone infelici“. I bambini sono molto soddisfatti del lavoro svolto, del finale della storia e della possibilità di lavorare in maniera diversa 😉 Presi dall’entusiasmo decidiamo di illustrare una scena del racconto che ci ha particolarmente colpito.

Per ora ci fermiamo qui con l’euro ma ci torneremo a fine aprile quando esploreremo meglio le situazioni problematiche per immagini del Metodo Analogico e proporrò infine il marcatino dell’euro tra i banchi. E allora sì che ci sarà da divertirsi 😉

A proposito di Michela Secchi

Insegnante di scuola primaria di ruolo da diversi anni a Cagliari. Ho scelto di essere maestra per continuare a fare ciò che ho sempre amato: studiare, creare, giocare e insegnare con il sorriso. Credo nella collaborazione, negli scambi e nella ricerca.

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